Contestata Mara Carfagna, per colpa di Luca Volontè?



A Roma, domenica scorsa, il movimento omosessuale italiano ha, come spiegato da Giuliano Federico (direttore di gay.tv) a polisblog, iniziato la propria metamorfosi a seguito della quale si suppone che il confronto con le istituzioni non avverrà più attraverso il pride.

A Roma, domenica scorsa, il Ministro per le Pari Opportunità è stata fischiata da un gruppo di persone. Il gesto è stato fortemente criticato dalla giornalista Delia Vaccarello che da anni, per l’Unità, racconta storie di persone non eterosessuali.

A Roma, ieri, un’altra coppia omosessuale è stata aggredita. Ancora. Necessaria più che mai sembra dunque la legge contro l’omofobia che Mara Carfagna sta studiando grazie al prezioso contributo di Paola Concia. Esponente del Partito Democratico nonché sostenitrice di Ignazio Marino.

I pregiudizi su Mara Carfagna si sprecano. A volte, come nel caso della manifestazione romana durante la quale il lavoro delle autorità è stato contestato, impediscono il normale svolgimento della democrazia.

Io, cittadino, parlo alle istituzioni. Tu, istituzione, ascolti le mie richieste. Io, cittadino, valuto, la soluzione che hai da propormi.

Va dato alla comunità omosessuale di aver, con la manifestazione romana della scorsa domenica, capito finalmente che di diritti si deve parlare senza troppi strass addosso. Il movimento che ha sfilato domenica scorsa ci tiene alla democrazia. A quella sobria.

Con il tempo, e il prezioso intervento di intellettuali come Delia Vaccarello, scompariranno anche i fischi per lasciar spazio all’ascolto.

Che piaccia o no i gay, in Italia, non sono più quelli rappresentati dal vizietto. Sono cambiati.

Ora tocca alle istituzioni conformarsi al presente. Sostenere come ha fatto, per l’ennesima volta, Luca Volonté che la pedofilia non è una malattia ma un orientamento sessuale tanto quanto l’omosessualità non è solo sbagliato.

Il pensiero, becero, dell’esponente politico sminuisce il lavoro dei colleghi che poi vengono contestati a causa di queste dichiarazioni. Frasi che impediscono il raggiungimento, o il mantenimento, della democrazia.

Quella vera. Quella che funziona in silenzio. Quella senza fischi. Quella senza acrobazie orali.

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