Il Barbarossa di Martinelli? Non lo vedono neanche i leghisti

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Il Barbarossa di Martinelli, il Birth of a Nation della Lega Nord che ha commosso Umberto Bossi, si sta rivelando, ai botteghini, un flop clamoroso. Qualche dato lo potete leggere su cineblog, ve li inserisco comunque:

Costato 30 milioni di euro, il film di euro ne ha incassati 401.779, come indovinato dal 16% di voi al FantaBoxOffice. Difficilmente riuscirà ad andare oltre al milione e mezzo di euro. L’ennesimo flop per Martinelli

Che già in passato, non si era fatto mancare niente: se volete leggere degli altri (in)successi del regista, li trovate sempre su cineblog.

Ma in realtà è d'altro che vorrei parlarvi, sempre a riguardo del film. Ovvero di un paio di pezzi che ho letto oggi, uno su Il Riformista, a firma Michele Anselmi - lo trovate su dagospia - e uno che ho letto su Repubblica, a firma Francesco Merlo - ancora non disponibile sul web - in cui si tirano delle considerazioni decisamente condivisibili. Vediamole insieme.

A quanto pare "il soccorso verde" non ha funzionato. Il Senatùr aveva ordinato: "Andate a vederlo come se andaste a votare". Ma il popolo leghista non ha risposto compatto all'appello. La doccia fredda arriva di lunedì mattina, coi dati Cinetel. "Barbarossa", il kolossal di Renzo Martinelli, è solo sesto al box-office: 401 mila euro in tutto, con una media per schermo molto bassa, 1.505 euro (e sono in giro 267 copie)

267 copie per un film, non sono proprio poche. Anzi. La buona notizia in questo caso è che un film brutto, è semplicemente un film brutto, e non lo si va a vedere per obbligo. Un buon segno quindi, che ci dimostra come anche nella forza politica che dell'ignoranza e dell'abbassamento del livello - linguistico, ideologico, sintattico... - ha fatto una bandiera, c'è chi ragiona.

E pensa "Ma perché devo vedermi questo inutile polpettone, se c'è Braveheart?". Esatto. L'errore, di chi ha voluto portare avanti un progetto del genere, che ha davvero molte affinità con Birth of a Nation - in italiano, La Nascita di una Nazione, il film che vi citavo all'inizio - è stato quello di voler creare delle radici artificiali, si, ma di farlo male!

Sono operazioni che se compiute con perizia, ti garantiscono un posto nell'immaginario collettivo per centinaia di anni. Però puoi sempre rovinare tutto: affidando il progetto a un regista che all'attivo aveva in pratica solo fallimenti, cito sempre da cineblog:


l boom per Martinelli arriva nel 2001, grazie a Vajont - La diga del disonore. 17 i miliardi di vecchie lire spesi per realizzare la pellicola, 6 quelli incassati al botteghino (...) Nel 2003 Martinelli torna il sala con il pompatissimo e lanciatissimo thriller Piazza delle Cinque Lune. Ricchissimo il cast, con Donald Sutherland, F. Murray Abraham (suo attore feticcio) e Giancarlo Giannini, per un budget di 16 milioni di euro (...)

Passati 3 anni Martinelli vira al terrorismo islamico con Il Mercante di Pietre. Harvey Keitel e l’immancabile F. Murray Abraham i protagonisti, per un film che viene distrutto dalla critica. Una decina di milioni di euro il costo totale, 853.000 gli euro incassati. 215 euro e 154 euro la media per sala nei primi due weekend in programmazione

Provato il sapore della Tv con una fiction per la Rai, Martinelli ci riprova con il cinema nel 2008, con Carnera: The Walking Mountain. Paul Sorvino, Burt Young e F. Murray Abraham i protagonisti (...) Anche in questo caso strabordante il budget, anche in questo caso ridicoli gli incassi: 260.000 euro. 565 la media per sala al suo primo weekend di programmazione


un curriculum che di certo avrebbe fatto sobbalzare sulla sedia il Ministro Renato Brunetta, che della crociata per il merito, ha fatto una bandiera sventolata fin oltre il ridicolo. Su Il Giornale trovate un posizionamento geografico di chi abbia "tradito" quanto aveva tuonato Bossi, "Andatelo a vedere come se andaste a votare"

In Italia il film è sesto negli incassi, a Milano è nono. La falsa partenza di «Barbarossa», dove è stata meno falsa?
«A Brescia e in Val Camonica. È stata falsissima a Verona e nel Veneto in generale».

Alla grande! Nei giorni più affollati, come fa notare Francesco Merlo su Repubblica, quelli del weekend, Barbarossa ha totalizzato appena una settantina di spettatori in media, a sala. Pochi per un film che è costato trenta milioni di dollari - di cui 1,6 milioni di finanziamento pubblico, è il dato definitivo. Credo che Merlo, nel finale del suo pezzo sintetizzi in una maniera condivisibile sillaba per sillaba, quanto si possa dire dell'epopea legaiola

Segnaliamo solo il magnifico flop della prostituzione intellettuale e della lottizzazione del finanziamento pubblico: non servono a fare buon cinema. I film di partito che raschiano il fondo della volgarità spartitoria e della stupidità culturale, non piacciono a nessuno. E, a onore dei leghisti, non piacciono nemmeno ai leghisti

Chapeau.

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