Ore 12 - Berlusconi vuole la "Grande riforma" ma non fa quelle promesse. Oggi tocca alle Province

altroL’ultima trovata del premier è la Grande Riforma. Cioè cambiare tutto per non cambiare niente. Per legittimare un “uomo solo al comando”.

Un esempio di riforma solo annunciata? Oggi in Parlamento si vota per l’abolizione delle Province. Dalle solite promesse elettorali non seguiranno i fatti. Perché?

Perché in campagna elettorale (quasi) tutti, Berlusconi in testa, si erano impegnati per eliminare le Province, ente ritenuto inutile, ingoiatore di ingenti risorse che potrebbero essere utilizzate per il rilancio dell’economia, per sostenere i lavoratori e le imprese in crisi, per aiutare le famiglie.

Invece nulla. Come sempre. Balle, balle e ancora balle. La politica del fare è la politica del bluff.

Oggi alla Camera non succederà un bel niente: tutti (meno l’Udc, pare) tireranno la mano indietro e le Province continueranno a succhiare il bilancio dello Stato, sempre più indebitato. Non ci si schioda dal patchwork fatto per non disturbare gli alleati, i capi bastone che tengono in saccoccia tessere e consenso nel territorio, i governatori che distribuiscono soldi e regalie come antichi feudatari: insomma, per non perdere voti.

E’ il solito refrain: prendere per i fondelli gli italiani. Che, ignari spettatori del grande caos Made in Italy, pagano questo Parlamento di “anime morte” e questa politica della cacca (si scrive così perché così si chiama) che le impone.

Fascismo? Macchè: sfascismo! Cornuti e mazziati.

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