Di Pietro sotto i riflettori. L'ex Pm indagato per vilipendio al capo dello Stato. E minaccia ... l'Aventino

L’ex pm Tonino Di Pietro, si sa, fa notizia. Stavolta fa notizia due volte.

La prima riguarda, diciamo così, i suoi ex colleghi. Infatti Di Pietro è indagato (in contemporanea – chissà perché? - è indagato anche il direttore di Libero Maurizio Belpietro per un editoriale sui morti italiani in Afghanistan) dalla procura di Roma per l’ipotesi di reato di offese al prestigio del capo dello Stato.

In altre parole l’ex Pm è accusato per le dichiarazioni in occasione dell’ok del capo dello Stato allo scudo fiscale. Come si ricorderà, Di Pietro aveva affermato che Napolitano “non poteva promulgare la legge criminale sullo scudo fiscale: ha compiuto un atto di viltà e di abdicazione”.

E’ il ministro Alfano che adesso (cioè quando pare a lui) deve dare l’autorizzazione a procedere. L’ex Pm ha colto la palla al balzo invitando il Guardasigilli ad autorizzare la richiesta della procura perchè “ considererò questo pronunciamento una pietra miliare per individuare il limite del diritto di critica a una istituzione quando non se ne condividono gli atti”.

Insomma Il leader dell’Idv finge di non capire: il punto non è la legittimità della critica politica ma il “vilipendio” al presidente della repubblica italiana. Che è un reato. Si sa già come finirà. Bolla di sapone.

La seconda notizia è una dichiarazione di Di Pietro a Montecitorio: “finchè ci sarà Berlusconi al governo, l’Idv non si siederà al tavolo delle riforme perché sarebbe come affidare a Dracula il pronto soccorso”. Si torna sull’Aventino. Chissà se Tonino sa come andò a finire la prima volta?

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