Omofobia: non passa la legge. Tace Dario Franceschini. È scontro tra Paola Concia e Paola Binetti



Non è diventata legge la proposta fatta da Paola Concia contro l’omofobia. Ad affossare il progetto sarebbe stata, per l’ennesima, una parte del Partito Democratico riconducibile alla stessa sostenitrice di Ignazio Marino.

A poche settimane, dunque, dalla votazione sullo scudo fiscale il copione cambia di poco. L’assenza fisica ingiustificata viene sostituita con quella mentale a causa della quale una coalizione politica, al di là del contenuto sulla quale è chiamata a legiferare, non rimane compatta.

Su questo, oggi, si dovrebbe ragionare per capire se sia giusto affidare a Dario Franceschini per l’ennesima volta un partito che ha contribuito a distruggere non sapendo scegliere la linea guida. Che piaccia o meno.

Dario Franceschini ha, fino ad oggi, detto sì a tutti. Ai laici rappresentati da Paola Concia fortemente convinti che una legge contro l’omofobia sia necessaria. Ai teocon di Paola Binetti a causa della quale il disegno di legge contro l’omofobia non è passato.

Oggi, più che sui contenuti, di questo si deve disquisire per capire se il tanto atteso congresso del Pd non sia altro che un canto del cigno. Animale potenzialmente bellissimo che si nega un futuro dopo aver accettato tutto. Troppo.

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