(Nuovo) disco rosso di Fini a Berlusconi. E' lo stop and go per logorare il premier

Chi pensava che Gianfranco Fini avesse messo, obbediente, la “coda fra le gambe” perché intimorito dai rimbrotti di Silvio Berlusconi, è (di nuovo) servito.

Il presidente della Camera spara a pallettoni e smonta il premier sui nodi cruciali.

La giustizia? Fini boccia le ipotesi di riforma dell’ordinamento e ammonisce: “Rispettare il principio di indipendenza della magistratura stabilito dalla Carta. I pm non possono stare sotto l’esecutivo”. Le riforme? “Sì. Ma no a maggioranza, serve un consenso condiviso”. L’immagine dell’Italia? “Non dipende solo dai media, ma da tutti”.

Capito? Oramai la strategia e la tattica del leader di An è quella dello stop and go: accelerare e frenare continuamente, arroventare e raffreddare, colpire e tirare la mano indietro. In una parola, lavorare ai fianchi Berlusconi, logorarlo sul piano politico e personale.

Il caporione (intelligente) del Msi Giorgio Almirante, presentando Fini in un comizio, disse una volta: “Vedete questo ragazzo? Cambierà la destra in Italia”.

Berlusconi, troppo impegnato sulle “sue” cose, non lo sa. Ma lo saprà presto. E a proprie spese.

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