Primarie, Silvio Berlusconi, e perché il PD non vincerà mai

Ora vi spiego perché, fino a quando Silvio Berlusconi non uscirà di scena, il Partito Democratico non vincerà nulla. L'altra sera, l'intervista tripla delle Iene ai tre candidati alle primarie ci ha messo di fronte a tre persone, simpatiche magari, ma tre persone con cui uno farebbe quattro chiacchiere volentieri - soprattutto con Marino, parlo per me - nulla che possa realmente sconfiggere Berlusconi.

C'era un'aura di sconfittismo, in quei volti, non proprio rassegnazione, ma la certezza di non poter fare nulla. Nulla. E perché? Perché ci si ostina a tentare di sconfiggere il Cav nel modo sbagliato. Facendo ragionare gli elettori! Follia pura gente, follia pura. Credere che chi vi propone di mettere una X su una scheda, voglia farvi ragionare, è sbagliatissimo.

Non vogliono che tu sia d'accordo con loro: vogliono che tu ti innamori, è un po' diverso. E che come tutti gli innamorati, perda la capacità di discernimento. Vediamo come...

Un pezzo di oggi su Il Giornale, è illuminante a riguardo: è un'intervista a Beau Toskich un celebre, tra gli addetti ai lavori, "verbal driver", un esperto di "comunicazione competitiva". Di che si tratta? Di come manipolarvi senza che ve ne accorgiate, di come fare a convincervi di qualcosa, facendo in modo che siate assolutamente certi di avere agito secondo il vostro libero arbitrio (si si, il libero arbitrio, un'altra favola ai livelli di Babbo Natale...)

Suona tremendamente cool, vero? Lo è. Infatti, val la pena di leggersi quanto dichiara Toskich, riguardo alle tendenze dell'elettorato in Italia:

Cosa ne pensa di Berlusconi?

«È un grande politico, ma soprattutto un grande comunicatore. L’obiettivo centrale di un politico è di sviluppare un legame emozionale con il suo pubblico. Una capacità rara e determinante. Espressioni come piattaforma, dinamica e capillarità le sento spesso sul palco politico, tendono ad essere viste come una esibizione di superiorità e aumentano la distanza emozionale fra quello che parla e quelli che ascoltano. Le parole che danno più km per un litro di energia di un politico sono le parole semplici»

Qual è il vantaggio della comunicazione di Berlusconi?
«Lui usa le parole che toccano e muovono l’anima dell’elettore. Perché la gente “tifa” per Berlusconi. Sono d’accordo con lui quando dice che ha la fiducia del 70% degli italiani. Il tifo è forse la più bella parola italiana, non c’è in inglese. È un fenomeno esclusivamente italiano, che ho cercato di spiegare alla tv americana Abc in tre minuti. Quando il popolo tifa per un politico si fanno le condoglianze alla concorrenza»

Semplicità, chiarezza, concetti semplici, magari banali. Obama, negli Usa, non ha vinto le elezioni parlando di "piattaforma programmatica", ha usato una parola molto più semplice: hope, speranza. Quattro lettere. Quella speranza che manca e mancherà ancora per parecchio al Partito Democratico. Il filmato che avete trovato in home page è tratto da Palombella Rossa. Credo sia perfetto per l'occasione.

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