Honduras: trovato l'accordo tra Micheletti e Zelaya, anzi no

da flickr

Dichiarazioni, comunicati e smentite. Dopo la lunga giornata di ieri, l'Honduras si risveglia in stato semi confusionale. I cittadini sono ancora brilli dai festeggiamenti per la qualificazione a tempo scaduto della loro nazionale al mondiale di calcio, dopo 27 anni di assenza, e ancora una volta il calcio (come in Italia) pare rimasto l'unico trait d'union.

Ieri pareva infatti si fosse arrivati alla soluzione non bellica per un ritorno di Zelaya al suo posto legittimo, la presidenza, e la rinuncia del golpista Micheletti in cambio di elezioni a novembre; un accordo dunque molto vantaggioso per l'italo dittatore, che permetteva però a Zelaya di uscire dall'assedio (dal 21 settembre è rinchiuso nell'ambasciata brasiliana) e di poter mettere fine a omicidi e torture firmate dai militari.

Immagine| Flickr

L'accordo pareva raggiunto, a tal punto da far sbilanciare il portavoce di Zelaya a darne l'annuncio, e invece no, il governo golpista si affrettava "cordialemente" a smentire, pur confermando la continuazione di colloqui, più che di pace definibili come atti ad evitare l'incombente guerra civile.

Tra le richieste dei golpisti c'è quello che viene considerato il fattore scatenante il golpe, ovvero il referendum costituzionale; Micheletti chiede come punto imprescindibile la rinuncia di Zelaya al referendum per avviare riforme costituzionali.

Il dialogo continua, sempre sulla base degli Accordi di San Josè promossi da Josè Arias, presidente del Costa rica, che includono tra i punti la restituzione provvisoria del potere a Zelaya, l'amnistia politica per i golpisti, la verifica internazionale del ristabilirsi della democrazia.

Resta da vedere come reagirà la popolazione, incerta tra il desiderio di un ritorno alla normalità e la furia verso i golpisti, che in questi mesi si sono macchiati di crimini orrendi.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO