Tute blu: firmato l'accordo "vergogna". Fiom Cgil sulle barricate

Prima di mezzogiorno è stato raggiunto l’accordo fra la Federmeccanica e la Fim Cisl e la Uilm Uil. La Fiom Cgil lo ha subito bollato come “ accordo vergogna”.

Ed è difficile non dare ragione (stavolta) al più forte sindacato italiano delle tute blu, perché l’accordo “separato” siglato è debole nel merito e (quanto meno) incoerente nel metodo.

L’intesa prevede un aumento retributivo medio di 112 euro, con la prima tranche di aumento (28 euro) in busta paga da gennaio 2010: una miseria. O, se la parola è pesante, una mancia.

Ancor più grave è la violazione delle regole democratiche, visto che l’intesa è stata firmata da sindacati di minoranza.

Un’altra brutta pagina nelle relazioni sindacali e un altro duro colpo all’unità dei lavoratori. Le conseguenze? L’ingovernabilità nelle fabbriche, quanto meno quelle più significative, dove la Fiom può fare e disfare come vuole.

Ora la strada da imboccare è una sola: dare la parola direttamente a tutti i lavoratori. Non rimane che il referendum. Per i lavoratori è un’altra mazzata, stretti fra il martello della crisi e l’incudine della divisione.

Il governo, ancora una volta, ha brillato per l’assenza. I partiti hanno altro da fare: pensare solo a se stessi. Vergogna.

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