Per Berlusconi la Corte costituzionale è composta da giudici di sinistra. E' vero? (Prima parte)

Berlusconi mitra

Il Presidente del Consiglio continua a ripetere che la Corte costituzionale, organo incaricato di svolgere funzioni fondamentali per la sopravvivenza della nostra democrazia, ha una composizione politica. E vistosamente sbilanciata: addirittura undici giudici costituzionali su quindici sarebbero di sinistra. Essa, pertanto, non eserciterebbe un'attività di controllo e di garanzia imparziale, ma "remerebbe" contro il Premier e la sua maggioranza.

E' davvero così? Direi proprio di no. E vediamo il perchè. Partiamo, innanzitutto, dalle norme che disciplinano la formazione dell'organo. L'articolo 135 della Costituzione prevede che "La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative".

Il decreto con cui il Capo dello Stato nomina cinque giudici costituzionali è un atto sostanzialmente presidenziale, il che vuol dire che è assunto dal Presidente nella sua più assoluta autonomia, senza alcuna interferenza da parte del potere esecutivo. Per quanto riguarda i giudici eletti dal Parlamento in seduta comune, l'articolo 3 della legge costituzionale n. 2 del 1967 (Modificazioni dell'art. 135 della Costituzione e disposizioni sulla Corte costituzionale) prevede che "I giudici della Corte costituzionale che nomina il Parlamento sono eletti da questo in seduta comune delle due Camere, a scrutinio segreto e con la maggioranza dei due terzi dei componenti l'Assemblea. Per gli scrutini successivi al terzo è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei componenti l'Assemblea".

Infine, l'articolo 1 della legge n. 87 del 1953 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale) stabilisce che i giudici la cui nomina spetta alle supreme magistrature ordinaria ed amministrativa sono eletti tre da un collegio del quale fanno parte il presidente della Corte di cassazione, che lo presiede, il procuratore generale, i presidenti di sezione, gli avvocati generali, i consiglieri e i sostituti procuratori generali della Cassazione; uno da un collegio del quale fanno parte il Presidente del Consiglio di Stato, che lo presiede, i presidenti di sezione ed i consiglieri del Consiglio di Stato; uno da un collegio del quale fanno parte il presidente della Corte dei conti che lo presiede, i presidenti di sezione, i consiglieri, il procuratore generale ed i viceprocuratori generali della Corte dei conti.

Ricapitoliamo. Cinque giudici sono nominati, in autonomia, dal Presidente della Repubblica; cinque sono eletti dal Parlamento in seduta comune con una maggioranza molto elevata (e, in genere, tre sono scelti dalla maggioranza e due dalle opposizioni); cinque sono eletti dalle supreme magistrature (tre dalla Corte di Cassazione; uno dal Consiglio di Stato e uno dalla Corte dei conti). Alla formazione dell'organo cooperano, pertanto, i principali poteri dello Stato, proprio per la funzione di suprema garanzia della legalità costituzionale affidata al giudice delle leggi.

Chi può far parte della Corte? Anche qui i Costituenti sono stati piuttosto esigenti, prevedendo che possano entrare nel supremo collegio alti magistrati, giuristi e avvocati di comprovata esperienza. L'articolo 135 della Costituzione prevede, infatti, che "I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni di esercizio".

Ebbene, passando dall'astratto al concreto, vediamo chi sono gli attuali giudici costituzionali. Procediamo con ordine, partendo dai cinque nominati dal Presidente della Repubblica. Si tratta del Prof. Franco Gallo, ordinario di Diritto tributario (nominato il 14 settembre 2004); del Prof. Sabino Cassese, ordinario di Diritto amministrativo (nominato il 4 novembre 2005); della Prof.ssa Maria Rita Saulle, ordinaria di Diritto internazionale (nominata il 4 novembre 2005); del Prof. Giuseppe Tesauro, ordinario di Diritto internazionale (nominato il 4 novembre 2005); del Prof. Paolo Grossi, ordinario di Storia del diritto italiano (nominato il 17 febbraio 2009).

Una prima considerazione è d'obbligo. Si tratta di giuristi di straordinaria levatura, che non hanno certo bisogno di presentazioni ed è francamente offensivo trattarli come "soldatini" di un partito. Ma, in ogni caso, anche seguendo i ragionamenti del Presidente del Consiglio, quattro dei cinque giudici anzidetti sono stati nominati dal Presidente Ciampi, che ha ricoperto la più alta carica dello Stato dal 18 maggio 1999 al 10 maggio 2006. L'unico giudice nominato dal Presidente Napolitano (il che ovviamente non è una nota di demerito) è il Prof. Grossi, uno dei più importanti storici del diritto italiani, nonché Accademico dei Lincei. In ogni caso, Ciampi, per chi non lo ricordasse, fu eletto anche con i voti di Silvio Berlusconi e della sua maggioranza (707 voti su 1010). L'argomento secondo cui i giudici di nomina presidenziale sarebbero stati nominati da Presidenti "di sinistra", oltre ad integrare probabilmente gli estremi di un vilipendio, è semplicemente falso. A meno che non si sostenga che nel 1999 Berlusconi fosse passato a sinistra (Continua...)

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