Ore 12 - Francesco Rutelli lascia il Pd per ... Kadima

altroSono in tanti a pensarlo ma lui, il “bello guaglione” e “voltagabbana” Francesco Rutelli, lo dice forte e chiaro: “Il Pd è un partito mai nato. E il congresso lo conferma, è solo una lotta di potere interno, con uno scollamento clamoroso tra questo partito e il paese”.

Simpatico o antipatico, l’ex capo della Margherita (che la sciolse per fondersi con i Ds e fare il Pd) è oramai uno dei tanti “estranei” del Pd, un separato in caso già con le valige in mano.

Franceschini finge di non credere alla fuga imminente di Rutelli e Bersani, che invece ci crede, tace. In ballo non c’è il futuro dell’ex sindaco di Roma, ma quello del Partito democratico (partito che ha perso tutte le elezioni) e, ancor di più, l’evoluzione della politica italiana.

Quella politica oggi in crisi nera, con il centrodestra del caudillo Berlusconi ostaggio di Bossi e un centrosinistra con un Pd senza contenuti, inetto nella morsa del giustizialismo populista di Di Pietro. Così l’Italia va alla deriva.

L’israeliana centrista/riformista Kadima (l’alleanza fra i conservatori di Ariel Sharon e i laburisti di Simon Peres) è l’obiettivo a cui guarda Rutelli, una mano tesa trasversalmente a Casini, Montezemolo, Draghi, addirittura Pisanu e Fini. E a chi non teme di lasciare approdi più sicuri per nuovi progetti e veleggiare verso l’ignoto.

Ancora una volta si cerca di importare la “formula” politica vincente dall’estero. Sarà questo il cuneo per il dopo Berlusconi? L’asso di briscola per la vera alternanza? O l’ennesima illusione seguita dall’ennesima delusione?

  • shares
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO