Retrospettiva su Annozero. Il Lodo Mondadori, Berlusconi e De Benedetti


Buffonata del premio Nobel a Berlusconi (di cui vi diamo conto con tanto di filmato), a parte; la puntata di ieri di Annozero ha rimesso sul tavolo alcune questioni interessanti. Il punto è sempre lo stesso: i problemi giudiziari del Premier, dei quali Travaglio ha portato un lungo e preciso riassunto in termini di assoluzioni, prescrizioni e procedimenti cancellati dalle leggi cosiddette "ad personam".

Punto focale i due processi; Mills - decisivo perché in caso di condanna Berlusconi non avrebbe più goduto dei benefici in termini di tempi di prescrizione degli incensurati - e Lodo Mondadori. Di entrambi abbiamo parlato abbondantemente in passato. Nel primo caso abbiamo una condanna basata sul concetto di responsabilità oggettiva ma priva di prove e il testimone principale che continua per misteriosi motivi a scagionare Berlusconi. Nel secondo la comprovata corruzione del giudice Metta, che però non sarebbe stata decisiva ai fini della ragione a Fininvest in appello, poiché gli altri due giudici hanno dichiarato di non essere stati influenzati dal Metta e che avrebbero comunque deciso così. Queste le argomentazioni portate anche da Marina Berlusconi, interpretata dalla bravissima Giuliana De Sio in una delle ricostruzioni di Santoro.

Rimane naturalmente l'ambiguità del Presidente del Consiglio in tutte queste vicende, come d'altronde rimane la persecuzione giudiziaria di cui è stato fatto oggetto in questi vent'anni, come ha sostenuto con buoni argomenti Belpietro, ricordando come il non meno ambiguo De Benedetti in qualche modo l'abbia sempre sfangata e ora si ritrovi addirittura a godere di un regalo di 750 milioni grazie a una discutibile sentenza sul Lodo, comunque appellata da Mediaset.

Viste le argomentazioni dall'una e dall'altra parte non può che rimanere giustificata l'impressione generale che aleggia in Italia da un ventennio. Ovvero che ogni imprenditore arrivi a certi livelli solo utilizzando mezzi che definiremmo "al limite" (per non dire di peggio) e che venga perseguito o meno in base alle amicizie "giuste" e alle convenienze politiche del momento. Questa almeno sembra essere anche la posizione di Marco Travaglio che ha sempre picchiato duro sul Premier, ma annuiva a Belpietro anche quando questi ricordava le commesse obsolete guadagnate dall'ex-patron Olivetti De Benedetti e di quando l'allora governo ricollocò i suoi dipendenti nelle Poste per salvare l'azienda dal fallimento.

Chiusura con giallo. Pare che ci sia Berlusconi al telefono dalla Bulgaria. Sì, no , forse... intanto Vauro presenta le sue sempre fantastiche vignette alla fine delle quali il collegamento purtroppo non c'è. Era una burla di Santoro? Chi lo sa. Appuntamento a settimana prossima.

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