Rassegna stampa estera: Berlusconi, gli italiani, Tony Blair e gli ammortizzatori sociali


Cominciamo la nostra periodica rassegna dei commenti della stampa straniera sui fatti italiani con un articolo di Forbes in cui la rivista statunitense di economia e finanza ha riportato, facendo proprie, le parole di qualche giorno fa del governatore di Bankitalia Draghi, il quale oltre ad aver propugnato la necessità di un innalzamento dell'età pensionabile, ha sostenuto le ragioni di una riforma degli ammortizzatori sociali:

La percentuale di italiani che riceve il sussidio di disoccupazione, o che si avvale del part-time forzato pur di mantenere l’impiego, è il 40% del totale dei disocupati, mentre in Spagna è il 73% e in Francia il 97%. Mentre gli italiani impiegati nelle grandi aziende manifatturiere possono usufruire della cassa integrazione [in italiano nel testo N.d.T], che gli permette di essere lasciati temporaneamente a casa percependo una parte di stipendio, il settore dei servizi e le piccole industrie non possono avvantaggiarsi di questo schema

Un milione e 600 mila lavoratori italiani circa non godono di alcun sussidio in caso di disoccupazione, mentre un altro milione riceverebbe solo assistenza parziale e simbolica, ha detto Draghi. Per ricevere il sussidio di disoccupazione in Italia, il lavoratore deve aver pagato i contributi per almeno 12 mesi nei due anni precedenti alla perdita del lavoro.Al confronto in Francia ci vogliono 6 mesi di contributi nei 22 mesi precedenti, e in Spagna, 12 mesi di contributi nei 6 anni precedenti, secondo quanto afferma Draghi . Inoltre “la maggior parte dei paesi, ma non l’Italia” offrono dei sussidi alternativi a quei lavoratori che non hanno versato i contributi necessari. L’Italia destina circa lo 0.5 per cento del prodotto interno lordo all’assistenza per i disoccupati, in confronto alla media della zona Euro che è dell’1.7 per cento

A parte il caso di questo articolo e di pochi altri, sui media stranieri si è parlato soprattutto (anche questa settimana) di Silvio Berlusconi. La canadese CBS News si è posta una questione ricorrente, formulata in maniera un po' forte: "Perchè gli italiani non hanno preso le armi contro Berlusconi?"

Come molti quotidiani europei hanno suggerito, la maggioranza degli italiani non sembra ancora snervata dalla vergogna che Berlusconi sta adducendo al suo partito e all’Italia intera. Non è chiaro se questo sinifichi che il paese, ipnotizzato da un’offensiva di reality show, non riesce a vedere quello che sta accadendo attorno a sé come portatore di qualche conseguenza “reale”, o se invece semplicemente gli italiani non riescono ad ammettere di essere essi stessi responsabili del mostro che hanno creato: sono stati loro infatti ad eleggerlo – due volte (sic). Qualunque sia la risposta, la saga di Silvio sembra indicare una predisposizione di lungo corso degli italiani a considerare più lo stile che la sostanza, in una versione aggiornata della Dolce Vita. (..) La vera ragione di un atteggiamento così inacidito da parte di così tanti italiani potrebbe benissimo non venire scoperta mai. Ma è possibile che quello che trovano attraente in Berlusconi sia la sua innata capacità di sfuggire al castigo. Che questo dipenda dal suo aver confuso i confini tra quello che è finzione e quello che è realtà, o da una lunga eredità di Mafia e di corruzione politica che ha creato un etica di responsabilità incontrollata – quanti italiani dichiarano veramente tutti i propri redditi? – le conseguenze sono terribili. Infatti, come ha osservato recentemente il New York Times, nonostante i recenti avvenimenti, pochi commentatori italiani prevedono un cambio radicale di governo. Va notato che sono stati ancora meno quanti hanno sollevato la questione di che cosa tutta questa saga riveli sul paese e sui suoi stessi abitanti

Sul britannico Guardian, Alexander Chancellor ha commentato in maniera ironica (ma non troppo) l'appoggio dato dal premier italiano a Tony Blair per la sua candidatura alla presidenza europea, prima di lanciarsi in un commento sugli sviluppi del post-bocciatura del Lodo Alfano nel nostro paese:

Berlusconi nutre un qualche odio segreto per Tony Blair? Afferma di ritenerlo un fantastico amico, ma questo non gli ha impedito di sferrare un colpo potenzialmente mortale all’ambizione del nostro primo ministro di diventare il primo presidente dell’Unione Europea. Mentre Blair cammina furtivamente verso il suo obiettivo, l’ultima cosa di cui ha bisogno è il pubblico sostegno di Berlusconi. Infatti il primo ministro italiano non solo è ampiamente disprezzato da parte degli altri leader europei che, se il Trattato di Lisbona verrà ratificato, decideranno se dare o meno l’incarico a Blair, ma ha anche sempre meno amici in patria (..) Le sue reazioni alla decisione della Corte Costituzionale di invalidare la sua immunità dai processi (..) è stata quella di un delirante dittatore da quattro soldi, di un uomo a cui manca qualsiasi rispetto per le istituzioni dello Stato. Strillando accuse di parzialità politica alla Corte Costituzionale, ha fatto appello alla presunta superiore autorità del “popolo” che lo ha eletto, concludendo con il tristemente famoso grido “Viva l’Italia! Viva Berlusconi!”. Perfino quegli italiani che sono giunti ad accettarlo come un padre della patria devono aver trovato questa performance un po’ inquietante e priva di dignità

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