Berlusconi e Bossi si scambiano il Veneto a tavolino. Ma Galan non ci sta

Nella maggioranza di governo, con Bossi e i suoi sempre più affamati di potere, non è facile far tornare i conti. Berlusconi sa che è legato agli umori e al filo della Lega: se quel filo si strappa, tutti a casa!

Alla ribalta c’è adesso il nodo della regione Veneto. A tavola, fra un bicchiere e l’altro, democraticamente, il Cav rabbonisce il Senatur (su questo c’è anche l’ok di Fini) promettendogli (a favore dell’attuale ministro Zaia) la poltrona di Galan.

Ma quest’ultimo non ci sta e non vuol assolutamente cedere la sua poltrona di governatore alla Lega, che pure è il primo partito. Galan è un buon presidente democristiano e soprattutto vanta solide e ampie amicizie trasversali che gli portano un bel pacchetto di voti.

Ovvio, quindi, che il governatore si sia messo di traverso alla spartizione fatta a tavolino dai leader e minacci di presentarsi alle prossime regionali con una propria lista.

Messaggio colto al volo dall’Udc. Se verrà confermata la bocciatura di Galan da parte del Pdl e la svendita del Veneto alla Lega, l’Udc rinuncerà al proprio simbolo per sostenere una lista locale a sostegno di Galan “aperta a tutti quelli che non vogliono diventare leghisti”, chiosa Cesa.

Capito? Roba da prima repubblica? Ordinaria amministrazione della seconda repubblica: che è peggio della prima!

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