Nuova offensiva dei finiani: Introdurre l'ora di religione islamica

Il tempo di rimanere celato dietro il paravento neutrale della presidenza della Camera volge decisamente al termine, e Gianfranco Fini è ormai lanciato all'attacco del Pdl (o per meglio dire dell'elettorato di centro/centrodestra) anche se a volte per le sue proposte fa uso di un prestanome. È questo il caso di Adolfo Urso, ex-colonnello di Alleanza Nazionale e attuale segretario di Fare Futuro, la fondazione che fa appunto capo a Fini.

«Potrebbe essere utile, per attirare nei nostri istituti i ragazzi musulmani, prevedere un’ora di storia della religione islamica». E gli insegnanti? Saranno imam? «Dovrebbero essere docenti riconosciuti, italiani che parlano in italiano. Al limite anche imam, a patto che abbiano i requisiti e che siano registrati in un apposito albo. Stiamo parlando di insegnanti reclutati con criteri pubblici».

L'idea è di attirare a scuola i ragazzi mussulmani (ma non è obbligatoria? NdR) promettendo loro l'insegnamento della propria religione, mediata da insegnanti "moderati". Il tutto nell'ambito di un progetto generale che prevede cittadinanza dopo cinque anni, in cambio di esame di lingua e test di cultura, diritto di voto amministrativo, status giuridico a 10 anni per i figli di immigrati nati in Italia e meno discrezionalità dell’atto di concessione.

Un progetto che ricorda in certo qual modo quando i pacifisti a senso unico ai tempi della guerra fredda proponevano il disarmo unilaterale nella speranza che anche i sovietici avrebbero fatto altrettanto. Come si sa la storia andò proprio nel senso opposto.

Quanto alla religione in senso generale, sarà bene ricordare che i ragazzi delle nuove generazioni tendono a contagiarsi l'un l'altro, proprio grazie alla scuola multietnica. E ciò porta inesorabilmente al laicismo e al rifiuto dei precetti religiosi. Ciò è progressivamente avvenuto con il cattolicesimo (provate a confrontare le idee e le abitudini dei ragazzi del duemila con quele degli anni 50) e non si vede perché non debba ripetersi con l'islamismo, che risulta ancor più retrogrado e rigido delle varie confessioni cristiane. Soprattutto nell'ottica di un adolescente del terzo millennio, che guarda la televisione ed esce per strada. Altro che veli più o meno coprenti.

È più che probabile che l'estremismo religioso si combatta da solo, basta saper attendere che i giovani di oggi maturino e vengano a contatto reciproco. Non è forse questo il vero concetto di società multietnica? L'invito a riflettere si estende naturalmente anche al ministro Gelmini e alle sue assurde pretese in materia di voto per l'ora di religione.

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