Recensione: "Comunicazione e Potere" di Manuel Castells. Politica e media nel nuovo millennio

Questo agosto, nel pieno dell'offensiva mediatica contro Dino Boffo dell'Avvenire, vi ho riportato un passo de "The information age", opera principale di Manuel Castells, tra i più importanti sociologi viventi. Si trattava di un estratto del capitolo sulla "politica degli scandali mediatici" che, alla luce degli avvenimenti di fine estate, suonava incredibilmente profetico.

La notizia di queste settimane è che Manuel Castells è tornato: con un nuova opera che - guardacaso - costituisce l'approfondimento della linea di pensiero accennata in quel capitolo. La convinzione di base dell'autore è infatti che - da sempre - "il potere è basato sul controllo della comunicazione e dell'informazione".

Il problema si pone però oggi in maniera diversa diversa rispetto al passato, per una ragione talmente palese da sembrare banale: la comparsa delle nuove tecnologie dell'informazione. Una rivoluzione che cambia i termini della relazione tra potere e comunicazione: un'equazione che il sociologo spagnolo è determinato a risolvere.

Il libro (che raggiunge l'impressionante quota di quasi 700 pagine) si articola essenzialmente in due parti: nella prima Castells approfondisce i concetti di "potere" e di "comunicazione", oltre ad esplorare un ambito scientifico in pieno sviluppo, ovvero gli studi che, nel campo delle neuroscienze, hanno cercato di decifrare i processi della decisione politica a livello individuale.

Si tratta certamente della parte del testo che potrebbe risultare più ostica ad un pubblico non specialistico e meno abituato alla prosa a volte un po' contorta degli scienziati sociali. Questo non dovrebbe però scoraggiare, perchè "Comunicazione e potere" è anche - e soprattutto - molto altro.

Castells infatti non è un sociologo qualsiasi e - fedele al suo impegno di "non scrivere libri su altri libri" - prende in considerazione una quantità impressionante di fenomeni attualissimi che si situano all'intersezione tra potere e comunicazione; il tutto con uno stile semplice ed immediato - al limite del giornalistico - ma senza perdere di vista l'esigenza di ricondurre il tutto ad un quadro interpretativo più vasto.

Tanto per fare qualche esempio, in questo libro si parla, tra le altre cose, della crescente concentrazione della proprietà dei media (Murdoch), del processo di disinformazione del pubblico americano da parte dell’amministrazione Bush sulla guerra in Iraq e del crescente peso di scandali e di forme di killeraggio politico nel dibattito pubblico spagnolo.

E ancora: le tecniche di spinning nelle campagne elettorali, quelle di censura nel contesto russo, e l'esperienza cinese "il tentativo ad oggi più determinato e sofisticato di controllare la comunicazione nell'età di internet".

Sullo sfondo di ognuno di questi casi-studio un passaggio storico fondamentale: quello dalla comunicazione di massa all'autocomunicazione di massa che, resa possibile dall'emergere di un nuovo sistema multimediale, permette a sua volta, per la prima volta nella storia, che la voce di attori estranei all'establishment raggiunga un pubblico ampio, scatenando la mobilitazione politica.

Esempi di queste forme di mobilitazione "dal basso" sono secondo Castells il nuovo movimento ecologista globale, la campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008 e la reazione popolare alle menzogne del PP spagnolo sugli attentati dell'11 marzo 2004.

Qualcuno potrebbe chiedersi: "E l'Italia? E Berlusconi?". Al caso senz'altro peculiare del nostro paese e del nostro premier vengono dedicate un paio di paginette, all'interno di una sezione intitolata significativamente "la manipolazione delle notizie"; non sarò certo io a togliere ai potenziali lettori la sorpresa di scoprirne da soli il contenuto .

Il punto è infatti proprio questo: "Comunicazione e potere" offre ad ognuno noi la possibilità di approfondire, sotto la guida di uno dei più affermati interpreti della nostra epoca, quello che sarà senza dubbio uno dei grandi temi dei decenni a venire. Uscendo per una volta dall'eccezionalità e dal provincialismo del dibattito italiano. Da leggere.

Comunicazione e Potere
Manuel Castells
Egea - Università Bocconi Editore
pp.665
€ 34,50

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