Speciale consenso di massa: le calze di Mesiano, Signorini, lo squadrismo a mezzo stampa

mesiano schifezze assortite

Avete tutti indosso le vostre calze turchesi? Bene: allora possiamo partire: la settimana scorsa è stata piuttosto particolare. Prima di tutto, perché ci ha mostrato la rapidità - qualora ce ne fosse bisogno - con cui chi possiede, direttamente o indirettamente i media più visti e ascoltati, può attaccare chi osa mettersi contro di lui. E' il caso di Silvio Berlusconi, il giudice Raimondo Mesiano, e il vergognoso video di Mattino 5.

Ma non è solo come questo. Ci sono due livelli su cui si agita questo tipo di infamia, di squadrismo. Uno, apparentemente dignitoso, "alto", quello che parte principalmente da Il Giornale - della famiglia Berlusconi, va da sé - visto che Libero, dalla partenza di Vittorio Feltri, conta come il due di briscola, nella guerra civile a bassa intensità attualmente in corso.

Il secondo livello, è stato raccontato in alcune pagine de Il Fatto di settimana scorsa, che purtroppo non ho sottomano: ma che erano straordinariamente simili a quanto vi avevamo raccontato in tutta la serie di post sul gossip ad uso politico. Perché fare ragionare le persone, quando le si possono infamare con il nulla - v. Corrado Augias spia! Un delirio... - con il pettegolezzo, la delazione, sui giornali di gossip? Gli italiani, quelli leggono! Vediamo...

augias giornaleRicordate Noemi Letizia, "papi", ricordate cosa accadde in quel periodo? Se non ve lo ricordate, il nostro ricco archivio può venirvi in soccorso. A un Presidente del Consiglio che al tempo era in ginocchio, si, ma meno di oggi, coperto da scandali ancora non del tutto esplosi, venivano poste dieci domande da Repubblica. Tutte riguardanti la sua presunta frequentazione con una diciottenne di Portici, e le menzogne che aveva rifilato all'Italia per coprirla, quella frequentazione.

Un periodo complicato: c'era il divorzio da Veronica Lario in corso, per esempio, con l'ex moglie che spiegava "Mio marito non sta bene". E stava per esplodere l'affaire d'Addario, con tutto il contorno delle migliaia di foto di Antonello Zappadu a Villa Certosa, i finti matrimoni lesbo che Berlusconi osservava compiaciuto, a breve poi Paolo Guzzanti avrebbe rialzato il velo sulle presunte intercettazioni Berlusconi Carfagna.

berlusconi tale e quale liberoBene: in quel periodo, nel maggio scorso e nelle settimane successive, come reagiscono i media di massa in Italia? Facciamo ancora un paio di distinguo, prima di partire. Il Tg1 per esempio, è il telegiornale più visto dalla maggiorparte degli italiani, molti dei quali lo utilizzano come fonte esclusiva per approvvigionarsi di notizie. Da sempre è stato "equilibrato", ma è pur chiaro che è anche sempre stato saldamente in mano alla maggioranza di governo: è diretto infatti da Augusto Minzolini. Per quanto, non dovrebbe esserlo, malgrado sia sempre stato così - nel senso che il Tg1, è sempre stato il Tg della maggioranza, anche se mai così smaccatamente.

Infatti, a fronte di settimane di silenzio sul caso Patrizio d'Addario, l'escort pugliese che, dopo una notte di sesso con Silvio Berlusconi di cui esiste anche una registrazione audio del mattino dopo, Minzolini avrebbe spiegato il silenzio giustificandolo con "E' solo gossip, chiacchiericcio", lui, la stessa persona che nel 1994 spiegava, tranchant, che "Il politico? Non ha privato".

manifesto patrizia d'addario Il Giornale, Chi, Panorama, invece, reagirono, come perfettamente comprensibile, allineati e coperti: sono delle fanzine del Popolo della Libertà, Chi, è la Pravda di Segrate. Una pravda pop, che leggono gli italiani che spesso non accedono ad altre fonti di informazione. Per capire di chi stiamo parlando, basta guardare i loro editori, che, se per Il Giornale è la Società Europea di Edizioni, per Chi e Panorama, è la Mondadori, presieduta da Marina Berlusconi, di cui non possiamo non ricordare le recenti esternazioni per difendere il padre.

Al tempo, avevamo visto l'inizio, il seme, di quanto sta accadendo ora: Libero - al tempo ancora diretto da Feltri - che pubblica l'agiografia a puntate "Berlusconi tale & quale", per esempio. E poi Alfonso Signorini, Direttore di Chi - uhm: e anche di Tv Sorrisi e Canzoni, quando si dice che il Potere è nella scatola catodica... - che accorda a Berlusconi un feuilleton a puntate ("Adesso parlo io") nelle quali il tycoon di Arcore dispiega, tramite intervista signorinica, per cui una non-intervista, una difesa d'ufficio quantomeno imbarazzante, se si possiede un minimo di senso critico.

Oggi cosa vediamo? Vediamo i frutti di quello squadrismo applicati al giudice Raimondo Mesiano, che, reo di una carriera irreprensibile, si trova, per i capricci del destino, ad essere promosso dal CSM proprio nelle settimane in cui si pronuncia sulla vicenda Berlusconi - de Benedetti, comminando alla Fininvest, un risarcimento di 750 milioni di euro. Ecco cosa scrisse l'ANSA:

Il plenum di Palazzo dei Marescialli ha riconosciuto a Mesiano il massimo grado raggiungibile da un magistrato nella sua carriera, sancendo il superamento da parte sua della settima valutazione di professionalità. Un provvedimento motivato da "indipendenza, imparzialità ed equilibrio" e anche da "capacità, laboriosità, diligenza ed impegno dimostrati" da Mesiano nell'esercizio delle sue funzioni.

La promozione è passata all'unanimità e senza nessuna discussione ed era inserita in un ordine del giorno speciale. Il provvedimento è retroattivo, visto che il riconoscimento decorre dal 13 maggio del 2008 e comporterà per il magistrato un aumento di stipendio oltre alla possibilità di concorrere per incarichi che sinora gli erano preclusi. Intanto martedì prossimo la Prima Commissione aprirà una pratica a tutela di Mesiano, dopo gli attacchi ricevuti per la sentenza sul Lodo Mondadori.

Il Csm, in una nota aggiuntiva, ha fatto sapere che la promozione di Mesiano è stata definita dalla Commissione, presieduta dal Consigliere Michele Saponara, il 24 settembre scorso, in sostanza ben prima della sentenza sul Lodo Mondadori.

In quello stesso periodo, appena una settimana, una decina di giorni fa, viene bocciato il Lodo Alfano e Berlusconi perde la testa dando a chiunque del "comunista" - malgrado il PCI non esista più dal 1991 - parte l'infamia: "Su quel giudice? Ne vedremo delle belle" dichiara il Premier, lanciando la bistecca insanguinata ai suoi cani rabbiosi.

Che randellano tramite Mattino 5, trasmissione che definire giornalistica è imbarazzante per chi di quell'Ordine fa parte, o tramite Il Giornale di famiglia, di cui, per correttezza, vi riporto il cda:

Società Europea di Edizioni Spa, consiglieri: Alessia Berlusconi, Luna Berlusconi, Paolo Berlusconi, Roberto Briglia, Fedele Confalonieri, Maurizio Costa, Mauro Crippa, Attilio Mattusi, Alessandro Munari, Giovanni Puerari, Franco Riva, Angelo Sajeva

che altrettanto scompostamente randella con dei "si dice" su Mesiano, carpiti in un bar, da un avvocato, anni fa. Non sono prove, e anche fosse qualcosa di vero, avrebbe la minima rilevanza? No, lo sapete da voi. Bene, ora, andate in cucina. Aprite l'armadietto dove tenete il cestino del pattume. Alzate il coperchio.

Ok: a questo punto avete un'idea di cosa valga quanto vi stanno propinando. Peggiorerà, fidatevi.

berlusconi adesso parlo io

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