Borghezio "xenofobo" su Facebook e l'Autodifesa Etnica Totale


La Lega Nord viene definita dalla maggior parte della stampa estera (di qualsiasi tendenza politica) come un "partito xenofobo": un atteggiamento in marcato contrasto con quello dei media nostrani, esclusi forse quelli più orientati a sinistra.

La Lega stessa ha sempre sdegnosamente respinto le accuse di xenofobia, dichiarando a volte addirittura che "razzista è xenofoba è invece la sinistra". C'è però chi si distingue per candore e sincerità: stiamo parlando, ovviamente, di Mario Borghezio.

L'eurodeputato italiano - come ha segnalato Daniele Sensi - ha infatti scritto sulla sua fan page di Facebook (che conta più di 3000 membri):

Interessi personali: Xenofobia, Cattolicesimo tradizionalista, lotta contro l'invasione islamica, indipendenza della Padania, Autodifesa Etnica Totale

La Fan Page di Borghezio su Facebook

Incuriosito dall' "Autodifesa Etnica Totale", ho cercato di approfondire il significato del concetto su internet, finendo per scoprire che si tratta di una nozione elaborata dallo scrittore francese Guillaume Faye, che viene così illustrata da Stefano Vaj:

La colonisation de l'Europe è ben chiaro nell'affermare che, una volta che si rifiuta l'immigrazionismo selvaggio, etnomasochista e suicida degli ambienti più legati all'ideologia ed agli interessi del Sistema, l'alternativa non è tra il "controllo" e l'"integrazione forzata" dell'immigrazione da un lato, e la società neotribale dall'altro. È tra la resa a questo processo e l'autodifesa etnica globale. Autodifesa che si sostanzia in tutte quelle misure e reazioni immunitarie che in tutte le zone del mondo combattono, non "governano", eventuali minacce di ripopolamento e la colonizzazione demografica e culturale del proprio spazio storico e geografico. (..) L'autodifesa di cui parla Faye non saprebbe del resto fermarsi alla sfera giuridico-amministrativa. Il problema non può in alcun modo essere risolto a livello "poliziesco", o di controllo delle frontiere, non fosse altro che per l'inadeguatezza assoluta, in termini culturali e di risorse, degli apparati statali. Il problema può perciò essere affrontato solo a livello di consapevolezza e mobilitazione sociale generale; mobilitazione esattamente dello stesso tipo che ha permesso alle minoranze basche in Spagna o germanofone in Italia di non essere sommerse e cancellate, o al Tibet di non trasformarsi sinora in una provincia cinese. Tale mobilitazione pratica e popolare ha inoltre il vantaggio di forzare molto più facilmente il quadro giuridico imposto dal Sistema e dalle ideologie dominanti, disgraziatamente oggi garantito a livello internazionale. Pur essendovi numerosissime misure utili, formalmente rispettose di tale quadro, che potrebbero rientrare nei poteri ordinari e nelle politiche di governi non paralizzati dal mito incapacitante della "società multietnica inevitabile" da "governare", Faye non si fa affatto illusioni che i processi in corso possano essere invertiti senza l'adozione di misure straordinarie al di fuori della legittimità borghese e socialdemocratica; misure che possono oggi nascere soltanto dal basso, e non certo da amministrazioni impotenti, da un lato in quanto asservite al Sistema, dall'altro in quanto in via di essere colonizzate, a partire dal livello locale, esse stesse

Non avevo mai trovato prima un riassunto così chiaro e sincero delle "vere" intenzioni dietro alle iniziative leghiste...

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