Ore 12 - Violenza e terrorismo: destra e sinistra accendono zolfanelli nella polveriera

altroSi torna, da destra e da sinistra, a strumentalizzare questioni delicate e orribili quali la violenza e il terrorismo.

Le ultime due tappe (le minacce a Berlusconi, Bossi e Fini, via lettera, da fantomatiche brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente e le minacce firmate Brigate Rosse, con scritta murale, a un delegato Fiom a Torino) diventano, trasversalmente, utili strumenti di becera propaganda e di faziosa lotta politica.

Da destra, e anche dal … premier, si sostiene che è il clima dell’opposizione con il suo conflitto sociale, il brodo di cultura della sinistra, ad alimentare “la sparata di un folle” e ad attizzare l’ideologia del terrorismo. Da sinistra, che è Berlusconi, con la sua volontà di usare il potere politico a proprio uso e consumo e stravolgere la Costituzione, a “provocare”, dando di fatto via libera alla violenza e alla fin fine al terrorismo.

Perché questa contrapposizione, questo urto frontale? Perché si vuole mantenere una spaccatura, una vera e propria scissione in due del paese: un rischio mortale per le basi stesse della sopravvivenza dello Stato democratico. E’ questa politica di divisione, artatamente alimentata, che tiene nella tenaglia l’alternanza e non permette di avviare a soluzione i gravi problemi economici, sociali e civili dell’Itali. Si continua ad accendere zolfanelli in una polveriera.

Intanto, la scorsa notte, solo per miracolo, è fallito un attentato incendiario al coordinatore del Pd di Fondi, città che è tutto dire. E la barca va a picco, con l’allarmante crollo degli ordini (-27,5% su base annuale) e del fatturato (-21%) dell’Industria, giunti ai minimi storici.

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