Ore 12 - Roma caput mundi: la "guerra dei lavavetri"

altroParte da Roma la “guerra ai lavavetri”.

A Firenze, tempo fa, c’era stato un piccolo antipasto. Nella capitale, il “feroce” sindaco Gianni Alemanno fa passare un menù completo, un’ordinanza contro lavavetri, venditori di accendini e fazzolettini, giocolieri, operativa dal primo novembre.

Sarà dura per i trasgressori: multe (100 euro), sequestro dell’attrezzatura (spugna e secchiello), espulsione per i clandestini. Ma, oltre le sanzioni, anche la possibilità, di fronte a condizioni verificate di sfruttamento, di appoggio e reinserimento sociale.

Pd, Prc, Sinistra e Libertà hanno detto no, inscenando anche una protesta con spazzole e shampoo, al semaforo di piazza San Marco, sotto al Campidoglio. Molti i dubbi sulla possibilità di fare rispettare l’ordinanza, anche se, oltre ai vigili urbani, potranno intervenire (mitra spianato e manette?) le altre forze dell’ordine.

Tutti contenti, i romani? Finalmente non più oppressi ai semafori da questi infestanti “scocciatori”? Gli incroci torneranno “liberi”, i vetri rimarranno sporchi e il caos del traffico (per non parlare di quello urbanistico) sarà tale e quale a prima.

La coscienza adesso è a posto. E’ più facile dichiarare la guerra ai poveri che alla criminalità. Quel che conta è sviare dai problemi veri, individuare sempre il nuovo “nemico”, dare in pasto all’opinione pubblica nuovi capri espiatori. Meglio se “abbronzati”.

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