Uccidiamo Berlusconi. Il gruppo di Facebook rischia la chiusura per istigazione a delinquere


E così fu che Facebook assurse al rango di primo media del web. Così potremmo riassumere l'escalation di eventi che hanno portato la Procura di Roma ad aprire un'indagine sul più influente social network del web, con riferimento al gruppo Uccidiamo Berlusconi e ai suoi 14.000 membri.

In realtà i gruppi con questo nome sarebbero ben 3, ma uno solo conta un numero così elevato di aderenti. Inutile mettere un link, basta aprire FB e con una semplice ricerca le pagine si trovano facilmente. Semmai vorremmo cercare di capire senza alcun preconcetto come funzioni la pagina e che cosa vi si scriva veramente. Cominciamo col manifesto introduttivo (lunghissimo) che comincia così:

Silvio Berlusconi è stato oggetto di numerosi procedimenti penali, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna. Alcuni di questi procedimenti sono stati archiviati in fase di indagine; a seguito di altri è stato instaurato un processo nel quale Berlusconi è stato assolto. In altri processi, infine, sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna per reati quali corruzione giudiziaria, finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio.

Segue un lunghissimo riassunto delle questioni giudiziarie del Premier, espressamente copiato da Wikipedia e relativamente neutro. Da notare che la tipologia del gruppo è stata catalogata in "Svago-affermazioni bizzarre" da parte del suo presidente Mariolino Guevara non si sa se da subito o successivamente, per cercare di smarcarsi dalle indagini della Procura. Nella sezione discussioni si avverte comunque un netto cambiamento di rotta dopo quest'ultimo evento. Da argomenti come "roviniamo Berlusconi", "cosa fare quando morirà" e "come eliminare (tra virgolette) Berlusconi", si passa nelle ultimissime ore a "non vogliamo uccidere berluska nel vero senso della parole...leggete.....siamo solo un po' arrabbiati". Comprensibile, visto il rischio giudiziario.

Al di là delle singole dichiarazioni in bacheca, evidentemente molto cariche, vogliamo tuttavia chiederci se abbia senso sollevare un polverone del genere su un gruppo "da bar" come quello in oggetto. È chiaro come il gruppo faccia dell'odio verso il Cavaliere la sua ragion d'essere, ma non è che sia una novità; che il Premier susciti questo sentimento in molti non lo scopriamo oggi. È anche evidente che tutti (speriamo) i suoi membri pur augurandosi la morte di Berlusconi non commetterebbero l'omicidio di persona.

Il punto allora è: perché intitolare il gruppo in un modo così violento? Ci sono numerosissime altre pagine antiberlusconiane con nomi goliardici o comunque più moderati che alla fine raggiungono lo stesso scopo. Nessuno si sognerebbe mai di censurarle. Se invece ci si chiama Uccidiamo Berlusconi (ma varrebbe per qualunque altro essere umano) purtroppo si pongono le basi perché qualche squilibrato ci provi veramente. Magari pensando che un gruppo che conta 14.000 membri non può sbagliare, o sperando di divenire un eroe agli occhi di molti.

Questa è la ragione per cui il gruppo rischia la chiusura, ma a mio personalissimo parere basterebbe imporgli un cambio del nome per chiudere la vicenda, senza bisogno di adottare altri provvedimenti. Lascio comunque ogni commento ai lettori.

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