Ceppaloni non sta sulla Luna. Malapolitica Made in Italy

Di fronte alla nuova “bomba” esplosa in Campania rispuntano i “minimalisti”. Sono quelli che cercano di ridurre la deflagrazione politica facendola passare per un bubbone locale, addossando ogni colpa al solito maneggione Mastella e al suo clan.

Il ras di Ceppaloni e i suoi sodali ne hanno certamente combinate di cotte e di crude e spetta alla magistratura chiarire ed eventualmente punire. Ma il nodo di fondo è un altro e riguarda la politica, la classe politica italiana in tutta Italia.

C’era e c’è l’occupazione delle istituzioni da parte dei partiti (dei padroni e dei padrini) che genera la questione morale. Quella legata alle assunzioni fatte col sistema camorristico, quella della corruzione, degli appalti, delle tangenti: tutto fuori legge.

Ma c’è, alla luce del sole, protetto dalle leggi del federalismo regionale, l’esempio del caos Made in Italy: è la sanità, con i suoi carrozzoni, i suoi intrallazzi, il suo vergognoso sistema clientelare che inquina il “modus vivendi” civile e inghiotte i due terzi (!!!) dei bilanci delle Regioni.

E’ c’è, fra gli “scandali”, quello delle “società partecipate”. Fra società partecipate e consorzi, regioni ed enti locali si contano 25 mila (venticinquemila!) rappresentanti negli organi di gestione. Compensi da nababbi, impegno discutibile, criteri di selezione prettamente politici (cioè scandalosi). Un qualcosa come il cimitero degli elefanti per politici in età avanzata o “contentini” per politici trombati. E’ la più vergognosa spartizione politica dal dopoguerra ad oggi. E’ il vero core business delle correnti e delle sottocorrenti. Il vero orgoglio dei capibastone. La manna dei razziatori delle tessere. Tutti i partiti ne sono impregnati fino al collo.

Oggi i partiti sono stretti in una doppia tenaglia: quella giudiziaria e quella politica. Sono nodi distinti ma anche legati fra loro. La debolezza politica genera altre debolezze. Dalla debolezza politica nasce la commistione fra potere, partito e affari.

Quelli in Campania non sono “casi isolati” e sbaglia chi vuole circoscrivere la “questione morale” ai singoli personaggi “traviati” La “bustarella” è personale. Ma i soldi della tangente sono intascati da esponenti di partito dove si sono smarriti il senso del dovere civico e l’etica della moralità politica e istituzionale.

I partiti, poche le eccezioni, sono diventati a tutti i livelli rifugio di faccendieri. La capacità e la volontà di un confronto sui grandi temi politici si sono liquefatti sotto i colpi di una classe dirigente che ha raccolto, non solo in tema di corruzione e clientele, il peggio del peggio a disposizione. E queste sono oggi le conseguenze. Il pesce puzza dalla testa.

La magistratura deve fare il proprio lavoro e, se necessario, colpire duro. Ma il nodo resta tutto politico.

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