Premier e governo promettono il "paradiso". E l'Italia scende nel "purgatorio"

L’Italia ha due facce. C’è quella del governo che con il premier e i suoi ministri promettono, comandano e “giocano” a spartirsi la torta. E c’è quella del paese reale che tira la carretta, subisce, e sta sempre peggio.

Così Berlusconi rilancia la vecchia promessa di tagliare l’Irap, così Bossi blinda il Veneto dopo l’accordo a tavolino con il Cav., così La Russa smentisce il Senatur riaprendo i giochi del toto regioni, così Tremonti ritorna alle virtù del posto fisso e viene strigliato dai colonnelli del Pdl. Insomma, questi sono i signori che si specchiano nel loro finto candore, facendo finta di litigare e di … governare.

Dall’altra parte, come fosse un’altra galassia, c’è l’Italia vera. Quale?

Quella denunciata dalla Caritas: in un anno sono aumentate del 20% le persone (cassintegrati con il sussidio in scadenza, operai e impiegati licenziati, titolari di contratti a termine, signore che impegnano pellicce e fedi nuziali, ecc) che per difficoltà economiche chiedono aiuto alla Chiesa: qualcosa come 100 mila persone e oltre 6 mila famiglie, l’iceberg di una moltitudine ben più vasta che non arriva più a fine mese.

Segue poi la “gelata” dei dati Eurostat sul 2008: il debito dell’Italia tocca il 105% del Pil contro il 69,3% della media Ue. Il deficit al 2,7. Le aziende hanno i conti in rosso e chiudono.

Così è, se vi pare.

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