E adesso, quale sinistra?

altro Per la prima volta in Italia la sinistra scompare dal Parlamento. Non per un colpo di stato ma per volontà popolare. Falciati da quella stessa democrazia che la sinistra ha contribuito a far nascere e sviluppare nel Paese. La realtà è che i comunisti e i socialisti non siederanno più in Parlamento.

C’è il Partito democratico al 33 per cento. Certo, non un partito di sinistra (Veltroni ha rimarcato che il Pidì non è un partito di sinistra), ma in questo nuovo partito “riformista” non sono assenti culture, ideali, proposte, componenti, espressioni di sinistra. I socialisti e la sinistra cosiddetta massimalista, pur fuori dal Parlamento, non vengono cancellati dalla realtà culturale, sociale e politica italiana. Ma la loro assenza dalle massime istituzioni delinea scenari inediti, apre nuovi interrogativi, pone seri problemi.

Nodi che per primi devono sciogliere sinistra radicale e socialisti: riversare tutte le colpe della loro debacle sulle spalle di Veltroni, oltre che ingiusto, è miopia politica. Scrive il saggio Emanuele Macaluso: “Se la tua esistenza dipende da chi non ti vuole in vita, c’è qualcosa di sbagliato in come tu vivi”. Vale per i “comunisti”, vale per i “socialisti. Ma il Partito democratico può godere dell’estinzione degli ex “compagni/fratelli”, può far finta che il problema non esiste?

Francesco Cossiga teme che a sinistra esploda una deriva estremista e addirittura torni il terrorismo brigatista. Esagerazioni? Forse. Chi e come incanalerà nell’ambito della dialettica democratica e parlamentare i movimenti, le spinte, le tensioni sociali e politiche che inevitabilmente si riaffacceranno nel Paese? Berlusconi? Bossi? Si rispolvererà la “celere” di tambroniana memoria? Si tornerà ai manganelli e ai moschetti nelle piazze, nelle fabbriche, nelle scuole?

Pdl (e il nuovo governo Berlusconi) e Pd (e la nuova opposizione Veltroni) non possono credere che la “sinistra” sia definitivamente sotterrata. Sarebbe un errore politico che pagherebbero tutti gli italiani. Va con sé che né il leader del Pdl, né il leader del Pd possono togliere le castagne dal fuoco a Bertinotti e compagni e a chi verrà dopo di loro. Spetta alla sinistra, se davvero c’è ancora, battere un colpo. Quale sinistra è possibile in Italia? Qui e adesso, come diceva uno che se ne intendeva: Francois Mitterrand.

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