Inneres Auge: Battiato canta dei festini del Premier

Franco Battiato. Una delle poche voci libere rimaste nel panorama cantautorale italiano. Musicalmente geniale, fin dai tempi dei suoi esordi progressivi con Fetus e Pollution, per passare dalla svolta popolare (si fa per dire) della Voce del Padrone, ma rinnegando subito dopo la commercializzazione della propria musica con una serie di dischi difficili e bellissimi, come Giubbe Rosse, Fleurs , Ferro Battuto...

Franco Battiato. Testi spesso ermetici. Da studiare. Filosofici e profondi, a volte realizzati con Manlio Sgalambro. Meravigliosi. L'ayatollah Khomeini per molti è santità... abbocchi sempre all'amo. Alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena, potete stare a galla. Versi tratti da Up Patriots to Arms. Alla riscossa...

E oggi Battiato esce con il suo nuovo singolo, già disponibile alll'ascolto su Repubblica XL. Perché ce ne occupiamo qui su PolisBlog? Non per il mio amore personale per l'artista - indubbio - ma perché come sempre non le manda a dire. E questa volta non ha bisogno di usare pur efficaci ermetismi. No.

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

Non si tratta di essere di destra o di sinistra. Si può solo ascoltare e annuire. I comportamenti e le azioni non sono giusti o ingiusti a seconda che le persone ci siano più o meno vicine politicamente. Lo sono a prescindere.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perché mi meravigli del Creato!

Franco Battiato. Aiutaci tu a trovare quella linea verticale.

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