Caso Marrazzo e caso Berlusconi. Affinità e divergenze tra i due presidenti, dal conseguimento della maggiore età


Mi scuserete se nel titolo ho giocato un po' con quello di uno dei più bei dischi della storia rock italiana. Mi scuserete se oggi, appena apprese le clamorose novità sul governatore del Lazio, sono corso a comprare Repubblica senza tuttavia trovare 10 domande rivolte anche a lui (troppo presto?). E infine mi scuserete se manterrò esattamente la stessa linea in entrambi i casi regardless - come dicono i britannici - dalle mie e loro posizioni politiche.

Berlusconi e Marrazzo sono due politici di alto-altissimo livello. Entrambi sono andati a donnine allegre, a quanto pare; probabilmente entrambi pagando (questo non è ancora del tutto provato, ma probabile in ambo i casi). Che poi a uno piacciano le donne, all'altro i trans (sempre che tutto sia confermato) francamente poco mi importa. Della morale comune e ancor più di quella cattolica onestamente me ne infischio.

Alla fin dei conti hanno commesso un reato? Mi pare di no. Almeno allo stato. E allora perché chiedere loro di dimettersi? È infatti di oggi pomeriggio la notizia, diffusa dal Corriere, secondo la quale Franceschini sarebbe orientato a chiedere a Marrazzo di fare un passo indietro. Per non parlare delle innumerevoli richieste di dimissioni piovute dall'opposizione nei confronti del Premier all'epoca...

E allora il punto vero qual è? È l'imbarbarimento della nostra rappresentanza. È il fatto che quando si è uomini politici di una certa responsabilità bisogna avere una vita specchiata. Esemplare. Non ci si può far beccare a prostitute o a trans. Ma nemmeno nelle vicinanze, come accadde a Sircana qualche tempo fa. O perlomeno - e in questo parzialmente mi correggo - se proprio si intende fare una vita di quel genere bisogna dichiararlo apertamente, e non nasconderlo in modo bigotto, come accaduto in tutti questi casi.

Come sono lontani i tempi di Einaudi e De Gasperi. Non pretendo che nel 2009 si possa tornare a persone di quella caratura e onestà (purtroppo) ma permettetemi di provare una terrificante nostalgia per un tempo che fu. E che risale a prima che nascessi, paradossalmente. Certo se ora un De Gasperi ci chiedesse di fare sacrifici e tirare la cinghia non saremmo comunque contenti, ma forse guarderemmo da qual pulpito viene la predica e capiremmo. Se ce lo chiede un Berlusconi o un Marrazzo... ma anche un Prodi o un D'Alema o altri dei nostri strapagati parlamentari, permettetemi di scuotere la testa imbufalito.

Armiamoci e partite. Ve la ricordate quella famosa barzelletta sul ventennio?

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