La guerra (persa) di Piero (Marrazzo). Sconfitto anche il Pd che già lo sostituisce. Pronti Giovanna Melandri, David Sassoli e Walter Veltroni



E adesso a raccogliere i cocci non sarà solo Piero Marrazzo. Attorno, come faceva già notare Dino Boffo (direttore dell’Avvenire che prima di dimettersi aveva tentato di proteggere la privacy della famiglia), una serie di figure sulle quali si devono accendere i riflettori per capire fino in fondo la vicenda.

Cominciamo a parlare del Pd. Ma anche del Pdl. Secondo quanto sostenuto dal partito di Silvio Berlusconi il passaggio di consegne al vice, Esterino Montino, non è uno strumento giuridicamente valido.

Già chieste, quindi, le elezioni anticipate che potrebbero rappresentare per il Partito Democratico l’ennesimo fallimento. Uno scandalo pesa. E allontana. Gli aspiranti Zapatero dovrebbero ben saperlo. L’attuale primo ministro è riuscito a vincere, la prima volta, subito dopo gli attentati a causa dei quali si spense il candore di Aznar.

Sarebbero già pronti Giovanna Melandri, sostenitrice di Pierluigi Bersani, David Sassoli, europarlamentare (già stanco?) pro Dario Franceschini. E Walter Veltroni. Hanno già rifiutato il salto nel vuoto Rosy Bindi, che invece potrebbe sfruttare la debacle maschilista di Silvio Berlusconi, ed Enrico Gasbarra.

Per un attimo si è ipotizzata la candidatura anche di Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma. Candidarlo è evidentemente un errore. In caso, molto probabile, di perdita il centrodestra potrebbe conquistare in un colpo (o quasi) Roma, la provincia e la regione.

Sempre sia santificato il federalismo della Lega.

Attorno allo scandalo ci sono poi loro. I quattro carabinieri che hanno ricattato Piero Marrazzo. Rimangono in carcere. E provano a difendersi sostenendo, ora, di non aver capito che chi avevano davanti era il Presidente della Regione Lazio.

Per l’arma la vicenda non rappresenta esattamente una buona pubblicità. Da quella progresso a quella regresso? Forse. Lecito chiedersi, quindi, se nei prossimi giorni sulla scena politica italiana si presenterà un luminare che chiederà l’introduzione di un nuovo tipo di ronde per sorvegliare chi controlla.

Altro che matrioske.

A proposito di bambole. Nei prossimi giorni parleremo anche di Brenda e Natalie. Transessuali. E prostitute. Una delle due si è appartata con Piero Marrazzo. All’altra è stato chiesto i legami tra l’amministratore e la collega.

Le forze dell’ordine hanno coinvolte le due anche per fermare il giro di cocaina nel quale si sono messe.

E poi c’è la famiglia. Una bambina di otto anni ha scoperto che il padre ha tradito la madre dal telegiornale. Una moglie, tradita, ha chiesto silenzio.

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