Il caso Marrazzo e due punti oscuri

Berlusconi sorride

In un Paese normale, quale certamente non è l'Italia, due questioni emerse nella vicenda di Piero Marrazzo avrebbero attirato l'attenzione di tutti i mezzi d'informazione, costringendo il Presidente del Consiglio a fornire adeguati chiarimenti o, in alternativa, a rassegnare le dimissioni.

Partiamo da quella meno grave. Il Presidente Berlusconi, come rilevato da Gilioli sul suo blog, ha violato la legge Frattini, varata dallo stesso centro-destra (evidentemente è ormai una moda quella per cui chi fa le regole finisce poi con il trasgredirle: ricordo che la legge costituzionale n. 1 del 1999, che ha introdotto in Costituzione la norma "antiribaltone", ripresa dallo Statuto del Lazio, in forza della quale Marrazzo dovrebbe dimettersi e consentire lo svolgimento di nuove elezioni, fu approvata proprio dal centro-sinistra).

La legge n. 215 del 2004, che porta il nome dell'attuale Ministro degli esteri, prevede, infatti, che "il titolare di cariche di governo, nello svolgimento del proprio incarico, non può [...] ricoprire cariche o uffici o svolgere altre funzioni comunque denominate ovvero esercitare compiti di gestione in società aventi fini di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale" [articolo 2, comma 1, lettera c)].

Il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi sostiene che "ad avvisare Piero Marrazzo che circolava un video compromettente proposto alle redazioni di quotidiani, periodici e tv fu Palazzo Chigi, direttamente nella persona di Silvio Berlusconi". Pertanto, il Presidente del Consiglio non è effatto estraneo agli affari della Mondadori e ai giornali di sua proprietà (tra cui anche Chi, alla cui redazione il video su Marrazzo sarebbe stato offerto).

Ma questa, dicevo, è la vicenda meno grave. La seconda questione è molto più inquietante. Ammesso che quanto divulgato dal Giornale (e da altri quotidiani) sia vero, se il Presidente del Consiglio era al corrente del fatto che qualcuno (per di più appartenente alle forze dell'ordine) stava ricattando il Presidente della Regione, perchè non ha immediatamente denunciato la vicenda all'autorità di pubblica sicurezza (com'era suo dovere), piuttosto che promettere il proprio silenzio alla vittima della tentata estorsione?

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