Addio a Franceschini, il vicedisastro e teorico del sorpasso


Con la sconfitta di domenica saluta la politica che conta (quella dei veri big di partito) Dario Franceschini. La sua guida del Pd oggettivamente non rimarrà impressa nella mente degli italiani. Sballottato tra inseguimenti a Di Pietro e tentativi di smarcarsi con qualche proposta, il più delle volte demagogica, la sua leadership non è mai sembrata salda ma piuttosto una sintesi molto poco condivisa delle varie visioni all'interno del partito.

Di sicuro sarà più ricordato per qualche uscita avventata. Durante la campagna elettorale del 2008, a proposito dei possibili risultati elettorali, fu protagonista di queste storiche dichiarazioni

Abbiamo da tempo messo la freccia del sorpasso sul Pdl. Il sorpasso è ormai molto vicino. Molti segnali ce lo indicano. Basta girare per il paese per vedere che l'aria è cambiata. Le piazze in cui va Veltroni si stanno riempiendo sempre di più. Per la prima volta vengono da noi persone che non avevano mai votato per il centrosinistra e che ci dicono di voler votare per il Pd. A me non era mai capitato in campagna elettorale di incontrare gente che votava Forza Italia o An e che adesso dice di voler votare noi. Nel nord c'è più spazio per la rimonta e mi pare che i segnali vadano tutti in quella direzione

Non credo sia necessario ricordare più di tanto i 9 punti di distacco e la peggior sconfitta del centrosinistra dal dopoguerra. Che il rapporto con le elezioni fosse difficile per Dario lo si è potuto comprendere anche nell'occasione delle europee (e amministrative) quando di fronte a un Pd 7 punti sotto le politiche (e nessun recupero del centrosinistra) e la perdita di ben il 46% delle province che governava disse


Comincia il declino della destra. Sara' un percorso lungo ma con lavoro e impegno porteremo avanti il cambiamento del Paese, c'e' stato un risultato positivo e migliore delle aspettative

Che Franceschini ogni tanto fosse confuso nelle sue dichiarazioni non è una novità ma il teatrino circa la sua candidatura alla segreteria fu alquanto comico. Prima affermò


Arrivato al congresso ho finito il mio lavoro e non ho nessuna intenzione di ricandidarmi. Non mi ricandido, e sarò più libero. Il mio vero obiettivo sono le Europee, battere lì Berlusconi. Il mio mandato è a termine e di garanzia. Non ho il problema di ricandidarmi perché sarebbe innaturale. Al congresso facce nuove

E poi si rimangiò tutto

Mi candido per portare il Pd nel futuro e per non tornare indietro

I controsensi franceschiniani, sulle tracce dei ma anche veltroniani, lasciano il segno anche nella battaglia congressuale

Vinceremo il congresso senza sconfiggere nessuno

Insomma in fondo Franceschini, definito da Renzi vicedisastro, e il suo stile da oratorio mancheranno a tutti. La sua gestione non è stata totalmente negativa ma onestamente piuttosto insipida. Il teorico del sorpasso lascia definitivamente spazio al vecchio/nuovo di Bersani

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO