Ore 12 - Bersani col cerino in mano. Ma non è Rutelli che "brucia" il Pd!

altroL’opposizione che vive alimentando la logica del nemico, che fa il cane da guardia contro tutto e tutti arrogandosi diritti che non ha, non serve al Paese.

Anche il PCI, il più grande partito d’opposizione dell’occidente, ha pagato cara l’incapacità (o l’impossibilità?) di trasformare l’opposizione in alternativa di governo. Chissà se la lezione serve oggi al Pd di Bersani.

I tre milioni delle primarie sono su un crinale: o diventano l’avanguardia per aggregare un elettorato che oggi guarda altrove o non vota, o fa la fine dei tentativi precedenti. Cioè si ripiega su se stesso, volatizzandosi nell’inconsistenza politica.

Se la logica resta la stessa, con Berlusconi nella parte del “nemico” da eliminare, anche stavolta la partita è segnata e il Cav. resta bello e tranquillo a Palazzo Chigi in attesa di salire sul Colle. Le alleanze vanno fatte sui contenuti credibili e fattibili, per ampliare l’elettorato, per portare via voti all’avversario (in questo caso Pdl e Lega).

Gli alleati che portano alla sconfitta, meglio perderli.

Se il Pd di Bersani diventa (subito) un nuovo partito e regge la lotta politica con proposte riformiste che incidono qui e adesso nella vita degli italiani, allora uno come Di Pietro è meglio lasciarlo andare per la propria strada. Perché ti porta nel fosso. Perchè si può gridare forte, ma sempre e solo dal fosso, condannati a fare l’opposizione.

Una fase è chiusa, il bipolarismo Made in Italy è morto. Ed è per questo che il “berlusconismo” boccheggia e rischia l’implosione. E’ l’ora di incalzare, mobilitando il Paese reale e le Istituzioni.

Non è Rutelli il problema! Più che volti nuovi, servono idee nuove. Adesso è Bersani che ha il cerino in mano: o illumina la “retta via” o getta il Pd (e l’Italia) in un falò. Poi qualcuno raccoglierà le ceneri.

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