Le promesse di Casini: "Da soli alle regionali e nuovo partito nel 2010"


Dopo l'uscita di Rutelli che ha annunciato la sua exit strategy dal Pd per "andare da Casini, non subito e non da solo" l'ex Presidente della Camera recupera il centro dell'attenzione nel panorama politico. Le mosse di Rutelli e Casini cambieranno sicuramente gli scenari nazionali e il gioco delle alleanze dipenderà fortemente dalle loro decisioni future.

L'Udc è la formazione nettamente più corteggiata per le prossime regionali. Privatamente e pubblicamente non mancano gli appelli da destra e da sinistra per portare i centristi nelle proprie coalizioni. Il Pd e il centrosinistra in generale vogliono riproporre lo schema, già provato alle scorse amministrative in Puglia, dell'alleanza allargata (addirittura da Rifondazione all'Udc).

D'altronde è l'unica alternativa per arginare il favore dei pronostici del centrodestra nella maggior parte delle regioni in cui si voterà. Berlusconi invece cercherà di rendere le regionali il banco di prova per confermare definitivamente la sua leadership e ha bisogno di Casini (soprattutto al Centro e al Sud) per portare a termine il suo piano di definitiva legittimazione popolare...

Ma il leader dell'Udc è categorico, alle regionali andranno ovunque da soli

L'Udc si presenta come tale alle regionali e poi, nel 2010, ci sarà un partito nuovo in grado di fare la differenza e aggregare sulla base di valori comuni

A questo punto ci si chiede se confermerà questa dichiarazione o proverà anche a questo giro di elezioni la politica dei due forni. Di sicuro il nuovo partito (dal nome ancora non deciso, si parla di Partito della Nazione o Partito del Buonsenso) in caso di arrivo di Rutelli e magari Montezemolo diventa a tutti gli effetti la novità politica che potrebbe sconvolgere il bipolarismo italiano. Potenzialmente è una formazione che può ambire al 10% e attirare i moderati di entrambe le coalizioni: ma a che prezzo?

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