In Sicilia si muore per alluvione a causa di Raffaele Lombardo



Piero Marrazzo si allontana dalla scena politica senza che nessuno, a sinistra come pure a destra, abbia difeso pubblicamente il lavoro che come Presidente della Regione Lazio ha fatto. Chi, come Emilio Fede, ha tentato di tutelare l’immagine dell’ex conduttore televisivo ha impostato la propria difesa basandosi solo sul privato dell’uomo.

Piero Marrazzo ha lavorato bene e se non fosse stato coinvolto in uno scandalo avrebbe conquistato il secondo mandato senza difficoltà. Il neo segretario del Pd, Pierluigi Bersani, dovrebbe tutelare comunque il suo uomo che la sua mozione l’ha appoggiata. Pubblicamente.

Chi invece si sta contraddistinguendo per una dubbia professionalità è il Presidente della Regione Sicilia. Raffele Lombardo. Dopo essersi alternato con Patrizia D’Addario, nelle pagine dedicate alla cronaca politica, l’esponente del Pdl colpisce ancora ammettendo di non leggere i documenti che firma.

Secondo quanto riportato da Repubblica, che della vicenda se ne occupa grazie ad un servizio prodotto da Reggio Tv, il Presidente della Regione Sicilia avrebbe detto (durante i funerali per le vittime dell’alluvione avvenuta nelle scorse settimane a Messina) ad un suo collaboratore di non prestare troppo attenzione ai documenti che approva.

Così facendo avrebbe abilitato la costruzione di una casa in una zona considerata a rischio.

A proposito di provvedimenti illuminanti. Raffaele Lombardo non ha fatto in tempo a ricevere da Silvio, Berlusconi, l’assegno per evitare l’avvio del partito del sud che ha pensato bene di elargire 25 milioni di euro a Giovanni Minoli per la realizzazione della fiction “Agrodolce”.

Non si apparterà, fino a prova contraria, con delle prostitute transessuali ma certo non lavora per il bene del paese. Raffaele Lombardo. Invece, Piero Marrazzo?

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