Ore 12 - Antonio Di Pietro (stavolta) ... c'azzecca

altroNessuno più ricorda il can can sulle “ronde”, toccasana, secondo le Lega e il governo, per garantire la sicurezza degli italiani.

Quanti discorsi a vanvera, dei soliti noti, nei salotti televisivi per dimostrare la bontà del mettere in strada i nuovi “squadristi”! Il flop è stato totale e di “ronde” non c’è traccia.

Ma anche dei poliziotti “veri” non c’è (quasi) più traccia, ridotti (quasi) all’impotenza dalla politica scellerata di questo governo.

E non può stupire la inedita forte protesta nazionale di ieri, stavolta per le strade di Roma, con 40 mila poliziotti (presente l’intero comparto della sicurezza) a gridare la loro incazzatura e la loro impotenza.

“Forse è un paradosso dell’epoca berlusconiana – scrive Peppino Caldarola sul Riformista – se il Governo che più ha puntato le sue carte e la sua comunicazione politica sulla sicurezza viene messo alla berlina dagli uomini che sono pagati, male, per difenderci”.

Spot a parte, il governo ritiene la sicurezza soltanto un costo. Ecco perché continua a sforbiciare su organici e mezzi necessari: mancano uomini, manca tutto, persino la carta per scrivere un verbale e la benzina, con le volanti ferme in garage e le motovedette a secco nei porti. Una via di mezzo fra la farsa e la tragedia.

I poliziotti hanno alzato a Piazza Navona troppo la voce contro Brunetta, Maroni e il premier? Forse. Ma stavolta Antonio Di Pietro c’azzecca: “ Se anche i poliziotti scendono in piazza, vuol dire che siamo alla vigilia di uno sfascio”. Già.

Ma questi (il governi) fa orecchie da mercante e resiste. Perché? Gli altri (l’opposizione) sono ancora più … sfasciati! Che non è, però, quel che scrive Feltri: “Lui (il Cav. ndr) sarà quel che sarà, ma è sempre meglio dei suoi detrattori”. Capito?

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