Leggiamo la Costituzione: si tratta di un manifesto comunista? (Seconda parte)

Falce e martello

[Prima parte]

Procedendo nella lettura delle norme della Costituzione staliniana notiamo subito tante altre importanti differenze con le previsioni della nostra Carta repubblicana. Innanzitutto riguardo all'organizzazione dello Stato. In base a quanto si poteva leggere nel secondo capitolo della Legge fondamentale sovietica del 1936, l'URSS era uno Stato federale formato sulla base dell’unione volontaria, a parità di diritti, di una serie di Repubbliche socialiste.

Le competenze dell'Unione, espressamente elencate nel secondo capitolo della Costituzione sovietica, erano molto significative, riguardando la politica estera (rappresentanza dell’Unione nelle relazioni internazionali, conclusione e ratifica dei trattati con altri Stati, questioni di guerra e di pace), la garanzia del rispetto delle norme della Costituzione stessa e l'eventuale ampliamento degli Stati membri della federazione, la difesa e la sicurezza dello Stato, la politica economica e altre importanti materie.

A capo del potere statale dell’URSS era il Soviet Supremo dell’URSS, organo elettivo al quale spettava la funzione legislativa. Ogni Repubblica federata aveva, poi, un proprio Soviet Supremo, che svolgeva anch'esso, in conformità alle previsioni della Costituzione sovietica, la funzione legislativa. La funzione esecutiva e quella amministrativa dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche era attribuita al Consiglio dei commissari del popolo dell’URSS. L'organo esecutivo della singola repubblica federata era il Consiglio dei commissari del popolo della repubblica federata.

Molto interessanti le norme relative alla giustizia. Il capitolo IX della Costituzione staliniana attribuiva l'amministrazione della giustizia nell’URSS alla Corte Suprema dell’URSS, alle Corti Supreme delle Repubbliche federate, ai tribunali di territorio e di regione, ai tribunali delle repubbliche autonome e delle regioni autonome, ai tribunali di circondario, ai tribunali speciali dell’URSS, costituiti per decisione del Soviet Supremo dell’URSS, e ai tribunali popolari. La Corte Suprema dell’URSS era l’organo giudiziario superiore, al quale era affidata la sorveglianza sull’attività giudiziaria di tutti gli organi giudiziari dell’URSS e delle repubbliche federate.

Ma come venivano scelti i giudici nell'Unione Sovietica? Mediante elezioni. Un po' come, da tempo, la Lega propone di fare in Italia. La Corte Suprema dell’URSS e i tribunali speciali dell’URSS erano eletti dal Soviet Supremo dell’URSS per la durata di cinque anni. Le Corti Supreme delle repubbliche federate dai Soviet Supremi delle repubbliche federate per la durata di cinque anni. Le Corti Supreme delle repubbliche autonome dai Soviet Supremi delle repubbliche autonome per la durata di cinque anni. I tribunali di territorio e di regione, i tribunali delle regioni autonome e i tribunali di circondario dai Soviet dei deputati dei lavoratori del territorio, della regione o del circondario, oppure dai Soviet dei deputati dei lavoratori delle regioni autonome, per la durata di cinque anni. I tribunali popolari invece, venivano eletti dai cittadini del distretto in base a suffragio universale, diretto ed uguale, e a scrutinio segreto, per la durata di tre anni.

La Costituzione del '36 prevedeva inoltre che "la sorveglianza suprema sull’esatta applicazione delle leggi da parte di tutti i commissari del popolo e degli enti" che ne dipendevano, come pure "da parte dei singoli funzionari, nonchè da parte dei cittadini dell’URSS", era affidata al Procuratore dell’URSS, organo nominato dal Soviet Supremo dell’URSS per la durata di sette anni. I procuratori di repubblica, di territorio e di regione, nonchè i procuratori delle repubbliche autonome e delle regioni autonome, erano nominati dal Procuratore dell’URSS per la durata di cinque anni.

I procuratori di circondario, di distretto e di città erano nominati dai procuratori delle repubbliche federate, con l’approvazione del Procuratore dell’URSS, per la durata di cinque anni. Gli organi della Procura esercitavano le proprie funzioni indipendentemente da qualsiasi organo locale, sottoponendosi soltanto al Procuratore dell’URSS.

Ricapitolando, le corti superiori erano elette dai soviet e quelle inferiori direttamente dai cittadini. I procuratori, invece, erano tutti nominati, a cascata: il Procuratore dell'URSS era nominato dal Soviet Supremo ed egli provvedeva a nominare gli altri procuratori. Esisteva, quindi, una netta distinzione delle "carriere" e delle "funzioni", anche se, poi, sia i giudici che gli organi della pubblica accusa erano di designazione, per così dire, politica.

L'organizzazione della giustizia nella nostra Costituzione presenta un fisionomia molto diversa: i magistrati, in quanto componenti della pubblica amministrazione, accedono agli uffici giudiziari mediante concorso. L'autonomia e l'indipendenza della magistratura è assicurata soprattutto dall'esistenza del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), il quale, a norma dell'articolo 104, è presieduto dal Presidente della Repubblica ed è composto dal primo presidente e dal procuratore generale della Corte di cassazione, nonché da magistrati ordinari, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati con almeno 15 anni di servizio, scelti per due terzi dagli stessi magistrati ordinari e per un terzo dal Parlamento in seduta comune.

Il CSM ha il compito di adottare tutti i provvedimenti che possano incidere sullo stato giuridico del magistrato (le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari: articolo 105 della Costituzione), al fine di salvaguardarne l'autonomia dal potere politico. A differenza della Costtiuzione sovietica del 1936, la nostra Carta repubblicana definisce, infatti, l'organizzazione dello Stato in base al principio liberale di separazione dei poteri. (Continua...)

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