Rassegna stampa estera: Bersani e le primarie del Partito Democratico


In questi ultimi giorni sui media stranieri non si è parlato solo del caso-Marrazzo, ma anche delle primarie del Partito Democratico e del nuovo segretario che attraverso esse è stato incoronato: Pierluigi Bersani.

Già prima di domenica 25 l'olandese NRC Handelsblad aveva dedicato un articolo dai toni critici alle recenti vicende del PD, intitolato "La sinistra lotta con se stessa e con gli elettori diffidenti", definendo tra l'altro i tre candidati come "privi di carisma":

L’opposizione di sinistra sceglie un nuovo leader ma non sa ancora come opporsi al capo del governo (..) non è ancora pronta a prendere il potere. Il Partito Democratico oscilla tra cristallizzazione e rinnovamento. (..) Da un lato è all’avanguardia in Europa quando si tratta di sperimentare nuovi strumenti per superare la spaccatura tra il cittadino e la politica. Non la vecchia elite del partito, ma gli elettori di sinistra hanno l’ultima parola su chi deve guidarlo. (..) Qui si tenta un esperimento che i partiti socialdemocratici nel resto dell’ Europa dovrebbero seguire con attenzione. D’altro canto, i tentativi del PD di rinnovare il suo radicamento nella società accrescono la possibilità di infiltrazione da parte della criminalità organizzata, che, soprattutto nel Sud Italia ha una grande influenza sulla vita quotidiana

Il candidato più gettonato per la guida del partito, Pierluigi Bersani, affronta il problema in modo pratico. Ha stretto un’alleanza con l’ex presidente della regione Antonio Bassolino, che gode di grande seguito a livello locale, ma viene sospettato di intrallazzi. (..) Il Partito Democratico è in lotta. Con se stesso, con il suo passato, e contro la diffidenza dell’elettore di sinistra che vuole liberarsi di Berlusconi, ma che vede che anche il PD non è pulito

All'indomani dell'elezione di Bersani la maggior parte delle testate straniere (con la significativa eccezione del quotidiano comunista francese l'Humanité) hanno sottolineato il successo di partecipazione ottenuto dalle primarie. Particolarmente entusiasta la tedesca Berliner Zeitung:

Anche i più ottimisti all’interno del più grande partito di opposizione Italiano non se lo sarebbero mai aspettato: secondo le stime più di tre milioni di Italiani hanno preso parte domenica alla scelta di un nuovo segretario per il Partito Democratico – quasi quanti quelli di due anni fa (..) Davanti a sé ha ora fatiche apparentemente erculee da compiere. Il Partito Democratico, nel quale solo due anni fa sono confluiti ex-comunisti e cristiano-democratici di sinistra, è profondamente diviso e dimostra di avere poca personalità su questioni centrali di carattere economico e politico. Walter Veltroni si dimise la primavera scorsa, consumato dalle lotte intestine e dagli scandali per corruzione nei comuni rossi del Paese. Il suo successore ad interim Franceschini ha fatto il possibile, anche se durante quel periodo, mentre Berlusconi veniva scosso dagli scandali, il PD era talmente occupato con se stesso da non riuscire a trarre molto vantaggio dalla situazione

La svizzera Tribune de Genève ha messo a confronto la personalità politica del leader PD con quella del suo avversario Silvio Berlusconi:

Eleggendo Pier Luigi Bersani, il Partito Democratico si è dato un leader il cui stile è l’opposto di Silvio Berlusconi. Sperando che le sue debolezze si rivelino i suoi punti di forza. (..) Solido, serio, padagogo, capace di spiegare con semplicità l’economia, in grado di mantenere calma e sangue freddo durante i dibattiti televisi, dove non cede mai all’insulto, geloso della propria vita privata, non è un trascinatore di folle dal carisma fiammeggiante. Ma a fronte del barocco « bling bling » del Cavaliere, la sua austerità potrebbe trasformarsi in un punto di forza

In Francia è stato lo "strumento" di partecipazione costituito dalle primarie ad aprire un dibattito: da un lato Philippe Ridet, su Le Monde, ha sostenuto che si tratta di un esempio per la sinistra europea in generale e per i socialisti francesi in particolare.

Più critiche altre testate come il settimanale L'Express e soprattutto il sito Slate.fr, che ha ospitato un commento di Marc Lazar il quale si chiede - un po' retoricamente - se "Bersani sia in grado di affrontare Berlusconi":

Dovrà dare delle risposte chiare a una società strattonata tra, da un lato, la paura, le tensioni identitarie, le tentazioni del ripiegamento su se stessa, sulla xenofobia, l’omofobia, l’individualismo incivile e, dall’altra, la volontà di inserirsi nella globalizzazione, la ricerca di nuove solidarietà, l’esigenza di trasparenza, l’aspirazione ad una democrazia che funzioni e la speranza – in particolare da parte dei giovani – di rifondare l’Italia su nuove basi. In fin dei conti, benchè Pier Luigi Bersani sia uscito vincitore da queste primarie, quest’uomo di 58 anni, ex-comunista moderato che è stato più volte ministro e ha esercitato le sue funzioni con competenza, non sembra almeno per il momento in grado di imporsi agli occhi dell’opinione pubblica come un leader capace di sfidare un Berlusconi comunque indebolito, né di incarnare un’alternativa che susciti speranza, se non entusiasmo, presso gli elettori di centro sinistra. Le primarie sono ormai diventate una regola di funzionamento imprescindibile per il PD. Non costituiscono però una panacea. Una lezione su cui i socialisti francesi farebbero bene a meditare

Da leggere sullo stesso argomento:

NRC Handelsblad: Un partito non è un solo uomo
Intervista a Bersani

Le petit journal: Bersani, un nuovo avversario per Berlusconi?
"E' dalla sua nascita che il partito procede a tentoni alla ricerca di una linea politica comune"

L'Humanité: Le primarie italiane disertate
"Solo 3 milioni si sono recati alle urne"

Courrier International: Le primarie a sinistra sono state un successo

Le Temps: Un ex-comunista riformista per la sinistra
"Fino ad oggi considerato come un eccellente colonnello"

Le Figaro: Bersani, il nuovo sfidante di Berlusconi
"Sarà il suo nono avversario"

USA Today: Gli elettori di sinistra italiani votano nel bel mezzo di uno scandalo sessuale
"Il partito è allo sbando dalla sconfitta elettorale del 2008"

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