C'è una rivolta nell'Italia dei Valori: la fronda chiede più trasparenza

1200 militanti e iscritti dell'Italia dei Valori si sono ritrovati a Bologna per testimoniare un malcontento crescente. Rappresentano l'avanguardia di un ormai vasto movimento interno al partito che contesta apertamente la dirigenza e in particolare il leader Antonio Di Pietro

Le motivazioni della protesta sono varie, ma tutte riconducibili alle scelte di gestione del partito da parte di Di Pietro

Incoraggiato dalle recenti inchieste di Micromega, dal libro “Il Tribuno” di Alberico Giostra, dopo il “divorzio” con Vulpio e l’affermazione elettorale di De Magistris e dell’Alfano alle Europee, un vasto malcontento nei confronti della gestione del partito Italia dei Valori sta venendo a galla. La base protesta e chiede di rafforzare gli spazi interni di democrazia e che venga svolta anche a livello locale un’azione politica coerente con i valori fondanti del partito, di democrazia, partecipazione, legalità, merito e trasparenza.
Da più parti si è denunciata una gestione troppo verticistica, familistica ed alle volte poco chiara di un partito che perseguita i meritevoli ed è lassista con le zone grigie.

Tra i promotori della contestazione il responsabile energia e ambiente dell'Idv, Giuseppe Vatinno...

...che dichiara..

A livello soprattutto locale nell’Idv c’è una classe dirigente che ha avuto problemi. Non c’è trasparenza, lo stiamo dicendo da anni, ma purtroppo il partito è pieno di personaggi molto ambigui, perché non c’è una vera selezione della classe dirigente. L’assemblea di ieri a Bologna è una prima iniziativa, abbiamo approvato un documento che sottoporremo a Di Pietro, vogliamo democrazia e primarie nell’Idv.

Insomma il potere assoluto di Di Pietro sul partito sembra non essere più saldo come una volta. Le inchieste giornalistiche sulla gestione personalistica e non sempre limpida dell'ex Pm e le scelte, calate dall'alto, di alcuni personaggi a livello locale e nazionale incominciano a innervosire la base. Inoltre alcuni retroscena indicano l'intenzione di una parte del partito di provocare l'abdicazione del leader per puntare sul più presentabile De Magistris, tra l'altro ampiamente appoggiato e lodato più volte da Micromega e Travaglio, i principali riferimenti giornalistici dell'area giustizialista. Per ora è fantascienza ma qualcuno già incomincia a chiedersi "Che c'azzecca Di Pietro con l'Italia dei Valori?"

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