Iran, ad un anno dall'arresto di Hossein "Hoder" Derakhshan, il 'padre' dei blogger iraniani

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1 novembre 2008, Hossein "Hoder" Derakhshan (nella foto) è da poco rientrato in Iran, il suo paese, dopo aver vissuto per anni in Canada; Hossein è un blogger a tutti gli effetti, e di questo ha fatto un lavoro e una missione. Al suo blog, già da quando stava in Canada aveva affidato pensieri e racconti, e soprattutto le sue idee politiche, o meglio dire la sua idea di politica.

Hossein era diventato un simbolo dei blogger iraniani, un punto di riferimento, aveva incitato i suoi concittadini a disporre della tecnologia per allargare gli orizzonti della libertà d'espressione personale, aveva dato istruzioni step by step a chi si volesse aprire un blog.

Hoder più volte aveva difeso le politiche iraniane, però questo non gli aveva impedito di fare un viaggio in Israele, per conoscere ciò che più stava lontano dalle sue idee. Al ritorno in Iran, Hossein "Hoder" Derakhshan è stato arrestato. E' reato penale, nello stato iraniano, recarsi in Israele. Non è servito il doppio passaporto, iraniano e canadese. Spia di Israele, l'accusa, che, secondo l'intelligence iraniana sarebbe stata confessata dal blogger stesso. Si, certo, come no.

Immagine| Flickr

E' passato un anno dall'arresto del blogger, e sappiamo dal fratello che Hossein è rinchiuso nella prigione di Evin:


Il 29 ottobre i nostri genitori hanno ottenuto il permesso di vederlo recentemente, e sono stati autorizzati a pranzare nella prigione di Evin con Hoder, anche se ora non sanno quando potranno rivederlo.

Un altro blogger iraniana, Jooya, rivela che Hossein è rinchiuso da un anno nella sezione 325 della prigione delle Guardie rivoluzionarie, in isolamento.

Altri blogger si sono mobilitati per Hossein, titolando i loro siti "Free Hossein Derakhshan" per una settimana. Resta l'ombra di un arresto, una presunta confessione, e addirittura voci che darebbero Hossein come protagonista di accuse verso altri blogger. Una cosa rimane chiara, netta, in questo mare buio: la mancanza di libertà in Iran, l'angoscia per chi si esprime di venir portato via e, magari, non rivedere più il cielo.

Quello che rende particolarmente forte la flebile resistenza di quei blogger ancora in libertà in Iran, come Fanous Azad:

Quando Hossein cominciò ad accusare gli altri ho smesso di leggere il blog, ma ora difendo i suoi diritti senza pensare a chi sia lui...Hossein, come gli altri esseri umani, avrebbe diritto alla libertà di pensiero e di parola.

Da quello che trapela dai genitori sembra il blogger iraniano stia pensando ad uno sciopero della fame in carcere. Queste le ultime dichiarazioni di Hamid, il fratello:

Quando aveva 18 anni, Hossein mi disse 'Diventerò presidente un giorno': il suo sogno è diventato impossibile, oggi.

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