Sacconi, il Welfare e il mercato del lavoro duale: quando si fa piovere sempre sul bagnato


A fine giugno, ho commentato i nuovi provvedimenti anti-crisi annunciati dal ministro Sacconi in un post intitolato "Welfare: nuovi aiuti ai cassaintegrati, piove sempre sul bagnato". Spiace constatare che i mesi passano, la crisi avanza, provvedimenti sempre nuovi si succedono, ma la musica non cambia: più tutele per quelli che sono già meglio tutelati, e gli altri si possono anche arrangiare.

Leggo infatti sul Corriere della Sera che

Sacconi sta pensando a un incentivo per le agenzie del lavoro che trovino una nuova occupazione a queste persone (i cassintegrati, ndr), se necessario previa formazione. Ovviamente dovrebbe trattarsi di un lavoro stabile, dicono al ministero. (..) Se l'agenzia ricevesse mille euro per ogni lavoratore ricollocato, con 200 milioni di euro si potrebbe trovare una soluzione per 200 mila cassintegrati

Questi nuovi provvedimenti ci forniscono l'occasione per illustrare nel concreto un concetto fondamentale per capire la situazione italiana, ovvero quello di mercato del lavoro duale: da una parte segmenti di forza lavoro ben tutelati, dall'altro i precari. Confrontiamo nel dettaglio le prospettive di questi "mondi a parte", dopo il salto.

Il lavoratore tutelato è stato assunto generalmente con contratto a tempo indeterminato in un'ente medio-grande, e gode quindi della protezione dell'articolo 18. Oltre a maggiori tutele formali, questo lavoratore (tendenzialmente over 40) risulta essere anche, statisticamente, meno esposto al rischio di perdere il lavoro.

Si trova dunque a piedi più raramente rispetto ad un precario. E, nel caso che accada, gode di più tutele: la Cassa Integrazione, per esempio, che gli corrisponde per mesi/anni, mensilmente, una proporzione tendenzialmente alta del suo salario precedente, senza che in cambio al lavoratore venga richiesto nulla (non si è costretti a cercare lavoro, ad esempio, o a frequentare una formazione).

Nel caso in cui la CIG non si concluda con un ritorno in azienda ma con un ingresso nel mondo della disoccupazione non tutelata, ecco intervenire i nuovi strumenti predisposti dallo zelante ministro Sacconi: le agenzie vengono incentivate a trovare un impiego a tempo indeterminato a questi lavoratori cresciuti - loro sì - col mito del posto fisso.

Se si è invece lavoratori non tutelati, le cose sono un filino più complicate. Innanzitutto, in tempi di crisi, si è primi ad essere messi alla porta, non appena scade il contratto. E non c'è articolo 18 che tenga. Dopodichè, invece di beccarsi mesi di Cassa Integrazione, si riceve - se si ha fortuna - un contributo "una tantum" corrispondente al 10-20% del reddito percepito l'anno precedente.

Allora si cerca un nuovo lavoro: uno qualsiasi, basta portare a casa la pagnotta. Con i nuovi incentivi previsti da Sacconi però, è probabile che le agenzie decidano di collocare prioritariamente gli ex-cassintegrati (per ognuno dei quali riceveranno probabilmente un contributo di 1000 euro) piuttosto che un giovane precario che non frutta loro niente. Come dire: mazziati e cornuti.

Ecco, quando si usa la formula "mercato del lavoro duale" si intende precisamente questo genere di situazione: chi è dentro è dentro, e viene giudicato meritevole di essere aiutato con sempre nuove tutele. Chi è fuori (cioè, nel mercato del lavoro non tutelato) è come se non esistesse: si deve arrangiare da solo.

Peraltro, non si può certo accusare il ministro Sacconi di non mantenere le promesse; mesi fa aveva infatti annunciato:

Dobbiamo evitare che chi ha trent'anni di aspettativa di vita, figli da crescere, un mutuo, resti solo. Per i giovani questa crisi sarà una ventata di responsabilità. Ma è drammatico vedere un cinquantenne disoccupato. Bisogna proteggere innanzitutto le persone adulte, i capifamiglia

In Italia circa 4 disoccupati su 5 non ricevono alcun tipo di sostegno economico da parte dello Stato. Molti di essi sono giovani.

Foto | Flickr.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO