Senza vergogna: Barbareschi risponde al Corriere e ammonisce: "Non cedere a facili populismi!"


La vicenda su cui è scivolato Luca Barbareschi è drammaticamente banale: prima Il Fatto quotidiano e poi il Corriere della sera hanno messo in evidenza che: 1) le sue presenze alla Camera dei deputati sono inferiori al 50%; 2) i 23 mila euro di stipendio lordo mensile risultano insufficienti per il suo stile di vita, e ciò lo costringe a svolgere altri lavori per arrotondare.

La cosa non è passata inosservata, dato che di questi tempi lamentarsi per un reddito che supera di oltre 10 volte quello degli altri esseri umani appare una uscita infelice fatta apposta per rinfocolare le polemiche anti Casta che tanto successo ebbero fino all'avvento del governo Berlusconi. Un approccio paradossale per un uomo del Pdl che, tramite Brunetta, ha fatto della lotta all'assenteismo uno dei suoi cavalli di battaglia: evidentemente però è scandaloso solo l'assenteismo di un usciere dell'ospedale e non quello di un componente dell'Assemblea legislativa...

Sia come sia, il Barbareschi invece di abbassare le orecchie e vergognarsi come un ladro scoperto mentre deruba un'anziana, si è risentito, inviando una lettera sdegnata a Gian Antonio Stella per lamentarsi del trattamento ricevuto e rilanciare: Forse il momento sarebbe maturo per non cedere a facili populismi, a favore di un impegno concreto e reale per il miglioramento del nostro Paese, come nel mio piccolo sto cercando di fare. Giustissimo richiamo: noi non dobbiamo cedere al facile populismo, tu, intanto, nel tuo piccolo, vai a lavorare.

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