Il Pdl all'assalto dei pentiti: una Commissione di inchiesta che possa accedere agli atti dei processi in corso


Dopo i tanti allarmi lanciati sul rischio rappresentato da un certo giornalismo criminale per la tenuta della democrazia in Italia, il Popolo della libertà, per mano dei senatori Luigi Compagna, Gilberto Pichetto, Cinzia Bonfrisco, Diana De Feo, si lancia contro i pentiti di mafia.

Secondo questi onorevoli emergerebbe la necessità e l'urgenza di insediare una Commissione parlamentare di inchiesta per verificare ''quanti anni di carcere siano stati espiati da chi, accusato dai collaboratori, è risultato poi innocente e quali conseguenze concrete ciò ha comportato per il collaboratore'', accertare quanti soldi sono stati dati ai collaboratori e se questi soldi sono stati restituiti dai collaboratori di giustizia poi rilevatisi dei bugiardi.

Tutti nobilissimi intenti, di cui però si giunge a dubitare arrivando alla parte in cui i senatori del Pdl propongono che la Commissione Anti Pentiti possa "ottenere, anche in deroga al divieto stabilito dall'articolo 329 del codice di procedura penale, copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti, nonché copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari''. Forse Ghedini e Pecorella avevano bisogno di accedere a qualche fascicolo che gli veniva negato?

Curiosità: per una coincidenza bizzarra e priva di significati dietrologici, la senatrice Cinzia Bonfrisco - cofirmataria della richiesta di una Commissione di inchiesta sui pentiti di mafia - ha anche presentato una proposta per l'istituzione della Giornata nazionale del silenzio. Chi vuole intendere ...

Foto | Flickr

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