Intervista – Giacomo Leso a polisblog: “Nicolas Sarkozy ricorda Silvio Berlusconi”



Su suggerimento di un filosofo francese Silvio Berlusconi avrebbe deciso di affiancare l’attività editoriale a quella politica creando un vero e proprio modo di comunicare che probabilmente sopravvivere alla sua uscita di scena.

Non tanto perché è il migliore. Anzi. Il berlusconismo sopravviverà a Silvio perché già commercializzato all’estero. Non è certo un caso che Nicolas Sarkozy ricordi fin troppo il Presidente del Consiglio italiano.

Di questo e molto altro abbiamo ragionato con Giacomo Leso che gestisce per l’Espresso il blog "Parigi brucia?" .

Partito Democratico. In Italia il dibattito sul partito politico più votato dell’opposizione ha talmente assorbito i rappresentati politici di questa coalizione, che sui problemi del paese non si ragiona. E in Francia? Che fine ha fatto Ségolène Royal? Qual è il ruolo del Partito Socialista, oggi, all’interno del dibattito politico?


Il Partito Socialista è in piena fase di decostruzione. E in questo momento non sembra trarre vantaggio delle settimane difficili vissute da Nicolas Sarkozy. Gli interventi dei suoi portavoce, nel dibattito politico, ricevono critiche sia da sinistra che dall'interno del partito.

Il tentativo della nuova segretaria nazionale Martine Aubry, figlia di Jacques Delors, ex-presidente della Commissione Europea, e sindaca di Lilla, di rilanciare il "partito degli elefanti" (così sono chiamati ex ministri e caporali) sembra sulla via del fallimento. Alle ultime Europee il PS ha rischiato di farsi superare da Europe Ecologie, il movimento creato in qualche mese da Daniel Cohn-Bendit e dai Verdi francesi.

A socialisti ed ecologisti gli elettori hanno attribuito all'incirca il 14% dei voti ponendo di fatto la questione della leadership a sinistra.

Oltre a questo cattivo risultato Martine Aubry deve affrontare la questione della sua legittimità. Infatti secondo le rivelazioni di un libro uscito in settembre ha vinto al congresso grazie alle numerose frodi nei diversi collegi elettorali.

Inserendo falsi bollettini di voto con su scritto Aubry, l'ex direzione del partito, composta da elefanti come François Hollande ex primo segretario, Laurent Fabius ex-primo ministro, Dominique Strauss-Kahn rappresentato dal suo porta mitragliatrice Jean-Christophe Cambadelis, Lionel Jospin rappresentato da Bertrand Delanoe sindaco di Parigi, hanno impedito l'elezione della rinnovatrice Ségolène Royal.

Per evitare di essere accusati di misoginia hanno scelto un'altra donna, ponendo l'accento sulle gaffes e le imprecisioni dell'ex candidata della sinistra. Oggi Royal sembra perdere impatto ed è ormai costretta a posizionarsi "al di là" del PS, per poter mantenere il suo contatto con i cittadini.

Sarà probabilmente candidata, ma come personalità d'unione di tutto il centro sinistra... Questo sembra essere il suo desiderio. Dalla sua ha la capacità di parlare direttamente con il popolo, di riconquistare la base... Ma in marzo arriveranno le regionali e visto che il PS ha 20 regioni su 22, di sicuro perderà (un po') queste elezioni. Si prevede per ora che 4 o 5 regioni passeranno a destra.

I media italiani si occupano spesso di Carla Bruni. È sopravvalutata anche in Francia? Il suo ruolo politico, sulla grazia ad esempio a Cesare Battisti, come viene giudicato dai media locali?

Carla Bruni e prima di lei Nicolas e Cécilia Sarkozy, hanno inaugurato in Francia l'epoca dei peoples con potere politico. Carlà, come la chiamano i francesi, non è sempre percepita bene. I commentatori politici si inquietano dell'influenza che può avere sul presidente, i francesi la considerano a volte come una dispensatrice d'affetto d'alto bordo, solo in pochi credono alla love story pura e semplice...

I francesi conoscono il suo passato di "mangiatrice d'uomini" e la sua passione per gli uomini di potere. Le prime operazioni, questo mese, della sua Fondazione potranno farla risalire nella stima dei cittadini. I suoi interventi pubblici, le presenze nei summit e negli incontri ufficiali, sono di solito apprezzati, ma il suoi presunti interventi in dossier politici sono spesso criticati.

In Italia la sitcom “così fan tutte”, figlia di una produzione analoga francese, è stata al centro di un dibattito a causa del quale si è deciso di spostare questo tipo di contenuti alla seconda serata. Che tipo di censura viene applicata ai media in Francia?


Francamente non conosco questa sitcom italiana. La versione francese, che non ho mai visto, è programmata sulla piccola rete TEVA alle 20h35 del sabato. Da quel che ho potuto vedere su Internet, sembra un programma di cattiva satira. Ma non ho abbastanza elementi per giudicare. In generale mi sembra che la Tv francese proponga sia sulla tv pubblica che su quelle private un maggior numero di contenuti di qualità rispetto alla tv italiana.

La principale ragione del livellamento verso il basso della qualità della tv italiana, in confronto con quella francese, lo vedo nella presenza di un attore principale nel settore privato. La tv pubblica, per non perdere troppi telespettatori sembra costretta a imitare. E' un mio parere.

Marco Cappato, dei radicali, a polisblog ha sostenuto che lo spazio offerto dalla televisione ai rappresentanti politici non è equo. Succede qualcosa di analogo anche in Francia?

Direi di sì. Sebbene esistano in Francia molti programmi di dibattito politico o di spiegazione e analisi dell'attualità con ospiti di diverse opinioni, è abbastanza evidente nei programmi la supremazia della destra al potere. Per quel che riguarda i TG, Sarkozy impera anche in diversi servizi ad ogni edizione.

Merito suo, perché è un grande comunicatore, e colpa della sinistra, che evidentemente non è allo stesso livello. C'è anche da dire che spesso è proprio l'Eliseo a dettare l'agenda della settimana politica di Tv e giornali. Raramente vi sono argomenti trattati senza che siano stati lanciati dalla presidenza della Repubblica o dal Governo.

In Italia si è molto discusso della decisione di Nicolas Sarkozy di togliere la pubblicità dai canali pubblici. Come procede l’esperimento?

Sembra proceda bene. Al posto degli spot, però, appaiono delle inquietanti pubblicità (che da noi definiremo "progresso") in cui si spiega ai cittadini di non telefonare finché si guida, di non bere troppo alcool, di lavarsi le mani, di non tossire senza mettere la mano davanti alla bocca, di correre dal medico se si ha la febbre e si starnutisce, di iscriversi in polizia o gendarmeria o nel corpo dei guardiani di prigione. Tutte cose utili, certo, ma che infantilizzano i cittadini.

A proposito di paragoni. C’è qualcuno, in Francia, che paragona Nicolas Sarkozy a Silvio Berlusconi?

Qualcuno c'è. Qualche intellettuale e anche molti cittadini. Ma quando si scivola sul confronto, i francesi ritengono di vincere. Sembra che Sarkozy, pur puntando ad essere il Berlusconi di Francia, secondo molti "sudditi", proprio a causa della statura politica da "monarca" che la funzione di presidente della Repubblica gli incolla addosso, sia costretto ad un maggiore decoro.

A mio avviso, l'epoca Sarkozy è paragonabile all'inizio del berlusconismo. Se ho ragione... Ne vedremo delle belle nei prossimi 7 anni e mezzo. Sono infatti molti i francesi a considerare che Sarkozy farà due mandati di seguito e sarà quindi rieletto nel 2012.

Preso atto del nuovo assetto europeo (Angela Merkel con i liberali, Gordon Brown costretto a mettere in vendita il tunnel de La Manica), quale ruolo ha secondo lei Nicolas Sarkozy in Europa?

Sarkozy sta facendo di tutto per contare di più in Europa. Per averne la prova basta guardare i 171 milioni di euro spesi, cioè più di un milione al giorno, per il semestre di presidenza francese dell'Unione.

Non si arrabbino i lettori italiani, quei soldi escono tutti dalle tasche dei contribuenti d'oltralpe. Bisogna dire che Sarkozy è arrivato al potere di una Francia che aveva appena votato no alla Costituzione Europea e che ha fatto firmare il trattato di Lisbona in coincidenza con il matrimonio con Carla Bruni per limitare i danni politici interni che sarebbero potuti scaturire dalla polemica sulla correzione di tiro ufficiale senza passaggio dalla via referendaria.

I cittadini hanno detto No e Sarkozy ha detto Sì al loro posto. E sembra funzionare, perché oggi, in tempo di crisi, i francesi sembrano riacquistare fiducia nell'Europa. Sarkozy, in quell'occasione ha inserito nel nuovo trattato il ruolo di presidente dell'Europa... Chissà, forse si è preparato una seggiola da occupare nei prossimi anni...

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO