Leggiamo i classici: Antonio Gramsci e il paese di Pulcinella

Pulcinella

"I dottrinari del diritto costituzionale discutono sulla formula che definisca lo Stato italiano. È lo Stato italiano parlamentare, costituzionale, assoluto? O contempera brillantemente in una sintesi, riflesso delle qualità eminentemente pragmatiche del popolo nostro, tutto ciò che di buono è risultato dalle esperienze democratiche degli altri popoli?

Lo Stato italiano, attraverso l'esame della guerra, ha finalmente rivelato la sua intima essenza: esso è lo Stato di Pulcinella, è il dominio dell'arbitrio, del capriccio, dell'irresponsabilità, del disordine immanente, generatore di sempre più asfissiante disordine.

Negli Stati assoluti esiste un solo autocrate, depositario della sovranità e del potere: nel paese di Pulcinella gli autocrati si moltiplicano per generazione spontanea: la tribù dei segretari e sottosegretari di Stato è un semenzaio di poteri autocratici, ognuno dei quali opera per conto proprio, fa, disfa, accavalla e distrugge, distrugge la ricchezza nazionale; sono autocrati i prefetti, i sottoprefetti, i questori che unificano la farragine di disposizioni, circolari, decreti nel proprio buon piacere; i censori che, scelti col criterio della beneficenza, per assicurare una decorosa vecchiaia ai falliti del giornalismo e della burocrazia, mangiano la foglia... sonniniana-conservatrice e tagliano e deturpano l'Avanti! preoccupandosi solo di perpetuare il loro canonicato e i lauti appannaggi correlativi: i generali, i delegati, i questurini.

Ognuno di questi 'servitori' del potere esecutivo ha trasformato la sfera della sua azione in una satrapia indipendente dalle leggi generali, in uno Stato nello Stato, dove l'abuso e il sopruso sono la quotidiana attività, che travolge e dissolve le tradizioni, la sicurezza, gli interessi cosiddetti legittimi, le gerarchie sentimentali e autoritarie, i rapporti sociali.

[...]

Lo Stato italiano è lo Stato di Pulcinella, dove nessuno comanda perchè un'infinità di irresponsabili comandano, dove nessuno crea, perchè gli incompetenti riddano attorno agli stipendi e alle sinecure, dove il domani è buio perchè non esiste un'attività generale organizzata che segua rettilineamente una via conosciuta.

È il paese del disordine permanente, della censura permanente, dello stato d'assedio permanente, anche se decreti e disposizioni particolari annunziano, confermano, ripetono, avvertono, assicurano".

Antonio Gramsci, Il paese di Pulcinella, pubblicato per la prima volta, senza firma, sull'Avanti!, ediz. piemontese, 30 gennaio 1919, e successivamente in Scritti politici, a cura di Paolo Spriano, I, Roma 1973, pp. 231 s.

Foto | Flickr

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