Test antidroga per i politici. Si rifiuta di farlo Paolo Ferrero



Il risultato del sondaggio proposto, ieri, dal collega V. dimostra (semmai ce ne fosse bisogno) che l’elettorato italiano non ha fiducia nella propria classe politica che certo non si è contraddistinta, per serietà, negli ultimi mesi che precedono un importante appuntamento elettorale.

La cattiva reputazione di un esponente potrebbe, di fatto, far perdere il proprio schieramento. Per questo motivo sia a destra che a sinistra tutti stanno studiando una comunicazione attraverso la quale redimersi. Dai peccati. Per lo meno.

Interessante, e probabilmente lodevole, è per tanto l’invito che il Ministro della Difesa ha fatto a tutti i colleghi. Secondo Ignazio La Russa gli esponenti politici dovrebbero dimostrare, con un test, che non assumono sostanze stupefacenti.

Dovrebbero, in estrema sintesi, dimostrare pubblicamente che le leggi da loro approvate valgono per tutti e non solo per una parte dei cittadini.

Persone che assistono ad un imbarbarimento del dibattito degno dei più trash dei reality show tanto che sempre più si ha l’impressione che chi al potere ci arrivi lo faccia avvalendosi delle ospitate televisive. Più che di un programma vero.

Ogni riferimento ad Antonio Di Pietro è, ovviamente, puramente casuale tanto quanto la definizione del pensiero di una parte della sinistra italiana.

Declinando l’invito di Ignazio La Russa, il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero ha dimostrato di non capire l’iniziativa.


“Il test – ha dichiarato Paolo Ferrero - è totalmente demagogico, è una presa in giro. Il sistema repressivo è tutto basato verso le droghe leggere perché l'altra, essendo la droga degli strati alti, viene lasciata correre”.

Il Ministro della Difesa non ha chiesto ai colleghi di pronunciarsi sul consumo di droga. L’esponente del Popolo delle Libertà capendo benissimo la disaffezione dell’elettorato ha tentato di dimostrare pubblicamente che la legge è uguale per tutti.

Forse per questo motivo i comunisti che si affidano a Ferrero sono sempre meno. Anche loro han capito che per governare un paese i proclami non sono necessari. I fatti invece Sì.

Foto | Flickr

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