Chiesto l'arresto per il sottosegretario Nicola Cosentino. L'accusa: concorso esterno in associazione mafiosa

Nicola Cosentino, 50 anni. Nato a Casal di Principe, culla dei casalesi, il 2 gennaio del 1959 e rampollo della famiglia padrona dell'Aversana Petroli, il colosso economico della zona. Soprannominato 'O mericano proprio per gli affari che l'azienda di famiglia porta avanti con gli Usa commerciando nel settore del gas. In politica già a 19 anni nelle file del Psdi, al momento buono fiuta il vento e passa in Forza Italia, da cui poi confluisce ovviamente nel Pdl del quale è coordinatore regionale per la Campania e al momento candidato numero uno alla poltrona di Borsellino come governatore regionale alle elezioni di marzo. Ah dimenticavamo un piccolissimo particolare; Cosentino è anche sottosegretario all'Economia con delega al Tesoro. Una carica da niente.

Senza volerlo condannare solo sulla base delle parole di alcuni pentiti (sei) va detto che il nostro è un politico molto chiacchierato già dal 2008, quando il boss Gaetano Vassallo accusò apertamente lui e Landolfi di aver preso soldi dalla mafia. Uomo avversato anche all'interno del suo partito da Bocchino e dallo stesso Fini, anche Roberto Saviano lo ha più volte messo sotto i riflettori, facendo notare la stranezza che un piccolissima realtà come Casal di Principe vanti la bellezza di 3 parlamentari, e di come - guarda caso - lo stesso Cosentino sia imparentato con i Casalesi:

"Chi segue da tempo le cose di camorra, sa che Nicola Cosentino ha avuto sempre un ruolo attivo in quel territorio. Un suo fratello, infatti, è sposato con la sorella di Giuseppe Russo cioè Peppe il Padrino, esponente del clan dei Casalesi e della famiglia Schiavone".

Noi stessi di PolisBlog avevamo anticipato in qualche modo la bufera, commentando la scorsa puntata di Annozero, quando Marco Travaglio aveva accennato espressamente all'attuale sottosegretario all'Economia, e su come fosse già stato salvato una volta dal Parlamento con la fondamentale collaborazione del Pd e dell'Italia dei Valori. Motivo di più per rigettare la vergognosa proposta dell'augusto direttore del Tg1 Minzolini, che dimentica forse (si fa per dire) cosa abbia sofferto il paese per mano dei corrotti della Prima Repubblica.

Ma tra poco avremo occasione di vedere se la cosa si ripeterà, quando la Camera sarà chiamata a concedere o meno l'autorizzazione alla custodia cautelare. E in quell'occasione sarà davvero difficile giustificare eventuali assenze.

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