Coppie di fatto: Italo Bocchino e Paola Binetti. Insieme contro Pdl e Pd



Come faceva notare qualcuno, Paolo Ferrero non è stato l’unico esponente politico ad essersi rifiutato di fare il test antidroga riproposto dal Ministro della Difesa. Come documentato da Radio 24 anche Italo Bocchino non ha accettato l’invito del collega di partito.

Inutile supporre, ora, le motivazioni a causa delle quali uno dei più integerrimi esponenti del Popolo delle Libertà abbia deciso di non prender parte al progetto a cui hanno aderito anche rappresentanti politici che non condividono la linea politica di Silvio Berlusconi.

Più interessante capire perché Italo Bocchino rappresenti il vero tallone d’Achille del partito la cui esistenza, come dimostrano le attente e frequenti osservazioni di Gianfranco Fini, non deve necessariamente sovrapporsi al berlusconismo. Anzi.

Test antidroga a parte, Italo Bocchino nelle ultime ore ha preso le difese sia del direttore del TG1 Augusto Minzolini, secondo il quale bisogna reintrodurre l’immunità parlamentare, sia di Nicola Cosentino, legato al clan dei Casalesi secondo quanto stabilito dalla magistratura.

Neanche Silvio Berlusconi che spesso ha difeso l’indifendibile oggi è riuscito a far peggio del deputato del PdL.

Dell’esponente politico che sempre più è la rappresentazione a destra di Paola Binetti. Tanto quanto la portavoce dei teocon del Partito Democratico, Italo Bocchino con le sue azioni distrugge quel briciolo di credibilità che il proprio partito tenta di condividere con il proprio elettorato.

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