Il coraggio in politica: Fini incontrerà il Dalai Lama


In un panorama politico che quotidianamente produce solo litigi e sterili polemiche è bene sottolineare qualche evento realmente importante per il suo valore politico e culturale. Parlo dell'annuncio del presidente della Camera Fini

In alcuni momenti la politica e le istituzioni devono dare il buon esempio: nei prossimi giorni alla Camera incontrero' il Dalai Lama, che e' certamente un leader spirituale, ma anche un leader politico. So perfettamente che questo non piacera' alle autorita' di Pechino, ma credo che sia dovere del presidente della Camera e di una politica con la p maiuscola fare coerentemente quello che si puo', anche simbolicamente, per la difesa di certi valori

Finalmente un atto di coraggio delle istituzioni dopo anni di attendismi e ignavia nei rapporti con il Dalai Lama. Sempre (e malvolentieri) incontri non ufficiali e imbarazzo evidente delle massime istituzioni italiane. Nel 2007 dopo giorni di polemiche Prodi negò la visita ufficiale, parlando di impegni dell'ultimo momento improrogabili. Ovviamente nessun suo vice o ministro lo sostituì in quell'occasione.

Le critiche da destra furono giustamente fortissime, non solo scarso rispetto ma anche la mancanza di chiarezza furono additate al professore.

Ma nel 2008 non appena si insediò il Governo Berlusconi il Ministro degli Esteri Frattini rifiutò l'incontro ufficiale per salvaguardare i rapporti con i cinesi. Quindi stesso comportamento poco coraggioso e massima incoerenza ma almeno una spiegazione ufficiale sensata, seppur non condivisibile.

Non che all'estero la questione sia diversa: Obama doveva incontrare il Dalai Lama a inizio ottobre ma poi l'appuntamento è stato rinviato. Insomma la ragion di stato è sempre stata prioritaria nella gestione dei rapporti con il leader buddista. Fini si trova in una posizione meno esposta rispetto a Presidente del Consiglio o Ministro degli Esteri (lo avrebbe fatto anche con quelle cariche?) ma è lodevole rilevare che la sua decisione è chiaramente dettata dall'intenzione di trasformare l'incontro in evento per difendere valori come la libertà di culto o il rispetto dei diritti civili, di cui tanti si cibano nei loro discorsi ma che poi vengono dimenticati quando non fanno comodo.

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