Beppe Grillo chiude (ancora): "Renzi e Bersani hanno la faccia come il culo"

Beppe Grillo insiste sulla sua linea intransigente. Niente alleanza, niente fiducia tecnica, chiusura totale al PD e a SEL che pur rinviando il confronto alle aule parlamentari continuano ad auspicare la possibilità di trovare un accordo in grado di garantire un governo pronto ad approvare una serie di punti condivisi. L'ultimo post pubblicato sul blog non riesce a discostarsi dai consueti toni anti "Kasta" e favoleggia di oscure manovre del PD per "addolcire" i parlamentari del M5S. Grillo (o chi per lui) parla di "mercato delle vacche" che sarebbe stato avviato dal partito democratico per conquistare i parlamentari del M5S. Tesi piuttosto fantasiosa, anzi le richieste di poltrone strategiche (come la Vigilanza Rai) erano arrivate proprio dai grillini che sottolineano l'evidenza dell'essere numericamente la prima forza "d'opposizione" presente in parlamento.

Lo sfogo grillesco parte da un articolo Maria Teresa Mele sul Corriere della Sera che attribuisce a Matteo Renzi virgolettati fantasiosi (come sottolinea anche Luca Sofri sul suo blog) già smentiti dal sindaco di Firenze e fra le altre cose parla, con la consueta leggerezza di certi pezzi giornalistici che non hanno bisogno di contenere notizie "vere" e "verificate" si parla di "un lavoro di scouting" (ndr sui parlamenti M5S) che "sarebbe andato in porto". Un condizionale in articolo che riporta virgolettati privati e non confermati, insomma, il nulla, ma tanto basta per scatenare la reazione veemente di Grillo.

In altre parole i vertici del pdmenoelle si stanno comportando come dei volgari adescatori. Questa è politica? Fare compravendita? Affermare una cosa il giorno prima e contraddirsi il giorno dopo per convenienza post elettorale? Il M5S è composto da persone responsabili che vogliono un cambiamento radicale della morale pubblica, fermarlo è impossibile, in particolare con i soliti giochini da palazzo. Il M5S voterà in aula ogni legge che risponda al suo programma, non farà alleanze.

Rieccolo il mantra grillino, "voteremo le leggi", ma il governo? Se si arriva addirittura a sostenere la tesi di una possibile "proroga" al governo Monti in carica per gli affari correnti mentre il Parlamento "fa le leggi" da solo (tesi del blogger Claudio Messora riproposta da Grillo via Twitter) allora vale tutto. D'altra parte da questo stallo non si scappa, Grillo manda un messaggio chiarissimo ai suoi, evidentemente dando retta a chi sostiene che alcuni di loro si sarebbero già convinti a votare la fiducia, e ricorda il "codice di comportamento dei candidati M5S" nella parte in cui impegna gli eletti.

I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi

Del voto di fiducia, condizione necessaria e sufficiente con i numeri attuali perché si crei la possibilità di "votazioni su punti condivisi", non se ne parla proprio anche se questa clausola in realtà non escluderebbe un appoggio esterno se non un'interpretazione rigida, radicale e letterale che è propria dell'approccio ai problemi di Beppe Grillo.

D'altra parte per Grillo il PD è "finito", sarà lo scandalo MPS (in cui non ci sono indagati del partito democratico, giova ricordarlo) a cancellarli:

Bersani é fuori dalla storia e non se ne rende conto. I giochini sono finiti e quando si aprirà la voragine del Monte dei Paschi di Siena forse del Pdmenoelle non rimarrà neppure il ricordo

Non esattamente un clima dialogante.

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