Ddl sul processo breve: ecco come funzionerà la nuova amnistia mascherata



Non è nostra intenzione muovere processi ideologici, nè addentrarci nella solita polemica sulle operazioni salva-Berlusconi. Il mio caso personale, ovvero quello di un osservatore di destra che si sforza di mantenere la più rigorosa obiettività anche se la cosa non sempre viene riconosciuta, è quello di una persona che si chiede come mai le riforma della giustizia si propongano sempre quando il Cavaliere rischia una condanna e contemporaneamente come mai certi provvedimenti dei magistrati (vedi anche la tempistica del caso Cosentino) cadano sempre nei momenti più sospetti.

Si obietterà che in Italia si è sempre in campagna elettorale e quindi bene o male una richiesta di arresto rischia sempre di cadere a ridosso di tali appuntamenti. Vero. Ma qualcuno dovrebbe anche spiegare come mai ipotesi di reato che sono in piedi da 10-20 anni (come quella del caso Cosentino per l'appunto) divengano concrete solo ora. La risposta appare scontata: ognuno fa il suo interesse e se ne frega di ciò che è giusto o sbagliato. Per cui appare difficile trovare una voce da ascoltare in questo mare melmoso. "Il più pulito c'ha la rogna" ha esclamato ieri Di Pietro nel corso di Annozero. Proprio così. Peccato che risulti difficile escludere da quel novero anche chi parlava.

Ma torniamo a bomba. Il ddl sul processo breve si basa su un principio giusto, che è quello dell'equa durata dei processi. La norma prevede che ognuna delle tre fasi processuali non duri più di due anni, per un massimo complessivo di sei; pena il decadimento, con possibilità per il cittadino di chiedere anche un risarcimento. Sono esclusi da questo tetto i seguenti reati: terrorismo, mafia, grave allarme sociale, pedopornografia, delitti di incendio, furto, sequestro di persona, atti persecutori, circolazione stradale, immigrazione clandestina, traffico illecito di rifiuti e violazioni delle norme su prevenzione degli infortuni e igiene sul lavoro.

Con riguardo al pregresso invece, la norma si applicherà ai processi in corso in primo grado per tutti i reati che prevedano pene inferiori ai 10 anni, sempre che siano trascorsi più di due anni senza che sia stata emessa la sentenza. Il tutto vale solo nel caso l'imputato sia incensurato. A proposito, Berlusconi è incensurato? Eh sì, direi proprio di sì.

Tralasciando per un attimo i motivi, ovvi, del provvedimento, vogliamo chiederci cosa accadrà? Semplicemente un caos enorme, che metterà a rischio molti processi anche importanti e nel futuro vedrà un affannarsi di magistrati a portare avanti certi dibattimenti piuttosto che altri per salvarli dalla prescrizione. Il tutto condito dal tentativo di far rientrare il proprio caso in uno dei motivi di eccezione alla durata; motivi che non sono sempre ben definiti. Vedi processo Parmalat che rimarrà comunque in piedi poichè sussiste tra le altre anche l'accusa di associazione a delinquere.

Ciò detto, torniamo a chiarire che siamo ovviamente d'accordo col principio dell'equa durata. Ma non si può imporlo a una struttura della giustizia fatiscente come quella italiana. Come faceva notare ieri Davigo, sempre nel corso di Annozero, basterebbe abolire i tribunali secondari e riallocare tutto il personale nei capoluoghi di regione per migliorare enormemente l'efficienza dell'apparato. Ma questo, come molti altri provvedimenti di razionalizzazione, non viene nemmeno proposto. Per ovvi motivi di clientele e affini, aggiungiamo noi, visto che qui in Italia molta gente assunta nel settore è figlia o amica di qualcuno e non la si può o vuole toccare. E allora è più facile emettere un provvedimento roboante come questo ddl affrettato e buttato giù in una settimana, che mettere mano a una riforma vera del settore.

Ma l'efficienza non si impone per legge. Se imponi una massima durata ma non tocchi una struttura lenta per definizione, otterrai solo la completa paralisi del sistema. E l'effetto finale sarà quello dell'amnistia involontaria (?!) proprio come quando si impose l'indulto con la scusa che le carceri erano sovraffollate. Costruire nuove carceri, no?

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