Matteo Renzi e il titolo del Corriere

Renzi premier

Matteo Renzi disposto a fare il premier. Titola così, il Corriere della Sera. Con tanto di virgolettati all'interno del testo.

Luca Sofri fa notare che Renzi non ha mai detto di voler fare il premier, e attacca duramente il quotidiano di Via Solferino: Bel lavoro, complimenti, scrive il Direttore del Post.


Già. Perché nell'articolo, poi immediatamente smentito da Renzi con un Tweet (quello che vedete qui sopra), si parla esplicitamente del fatto che Renzi avrebbe detto, non si sa bene a chi:

«[...] se il Partito democratico va alle consultazioni da Giorgio Napolitano con una rosa dei nomi. Cioè, senza dire che la richiesta è quella di Bersani secca. Se per riuscire a superare lo stallo che si è creato e che, certamente, non fa bene al Paese, il Pd si presentasse con più nomi di possibili candidati alla presidenza del Consiglio e se fra quei nomi ci fosse anche il mio, allora io ci penserei seriamente»

O meglio, il CorSera lo scrive, a chi.

Scrive:

«Ai collaboratori, agli amici, a qualche «suo» parlamentare ha spiegato che cosa intende fare»

Insomma, a leggerlo bene, senza soffermarsi solamente sul titolo, capiamo che è uno di quegli articoli in cui si virgolettano i pensieri, si citano fonti non precisate. Uno di quegli articoli che ti fa chiedere: perché?

Sofri scrive ancora:

«Il titolo è scellerato – data la delicatezza della situazione e delle prospettive – ma è scellerato anche l’articolo»

Anche perché nello stesso pezzo si insinuano varie altre cose (sulla "compravendita" di alcuni parlamentari del M5S, per esempio). Alle quali Grillo replica, come se fosse tutto vero.

Viene il dubbio, insomma, che il tutto sia fatto nell'ottica di quel tifo per il governissimo di cui parlavamo qualche giorno fa.

E per la terza volta devo dar ragione a Sofri quando scrive:

«E' il problema di una provocazione-trappola-ricatto gettata da un giornale (ma lo fanno in molti ogni giorno) con doppia garanzia di successo: o nessuno ti smentisce, e hai pubblicato una cosa che farà rumore, vera o falsa che sia (chissenefrega). O costringi qualcuno a smentire, e avrai un’altra notizia. È il modo con cui i giornali superano l’invenzione del “no comment”: costringendoti a confermare tacendo oppure a smentire. E non è un problema del Corriere oggi, è il problema del giornalismo politico italiano»

Quello stesso giornalismo, per esempio, che titolava sul Monti Bis attribuendo pressioni in merito a Germania e U.S.A., quello stesso giornalismo che raffigura scenari per sentito dire. E che, però, in questa situazione in bilico in cui si trova il paese, potrebbe anche avere qualche interesse in più, non solo per aver la notizia e poi smentirla, a far circolare ipotesi.

Chissà.

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