Come si elegge il presidente della Repubblica e quali sono i suoi poteri

Dopo un anno e nove mesi dalla sua seconda rielezione, Giorgio Napolitano si è dimesso. Chi gli succederà? Come si elegge il Presidente della Repubblica? E quali sono i suoi poteri?

Presidente della Repubblica: come si elegge

16 gennaio 2015 - È di nuovo il momento di ripassare come si elegge il Presidente della Repubblica e quali sono i suoi poteri.

Dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano e la supplenza di Pietro Grasso, si apre la fase di elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

I grandi elettori sono 1009. Quando venne rieletto Napolitano erano 1007. Rispetto a un anno e mezzo fa, non ci sono più Andreotti e Colombo, deceduti, e sono invece subentrati i senatori a vita Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia e lo stesso Giorgio Napolitano.

Come si elegge il Presidente della Repubblica?

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Come si elegge il presidente della Repubblica? Saranno i parlamentari insediati a decidere quale sarà il prossimo Capo dello Stato, che resterà in carica al Quirinale fino al 2022. Innanzitutto va detto può essere eletto Presidente della Repubblica qualsiasi cittadino italiano che abbia compiuto cinquant'anni e abbia i diritti civili e politici integri. Non è quindi necessario, ma di fatto avviene sempre, che sia candidato un parlamentare. Il mandato dura sette anni, per fare sì che il Presidente non possa essere rieletto dalle stesse camere che lo hanno eletto la prima volta.

A eleggere il nuovo Presidente sono chiamati i 945 deputati e senatori della Repubblica in seduta congiunta alla Camera, all'elezione partecipano anche tre delegati per ogni regione (esclusa la Valle d'Aosta che ne invia solo uno) scelti dal consiglio regionale. Come funziona la votazione? Il Presidente della Repubblica è un'istituzione di garanzia che rappresenta l'unità nazionale, per cui non può essere eletto da una maggioranza semplice che potrebbe scegliere semplicemente un politico a lei vicino. Per questo nelle prime tre votazioni (a scrutinio segreto) è necessaria una maggioranza qualificata dei due terzi dell'assemblea. Per evitare però che si creino impasse insuperabili, dalla quarta votazione in poi si elegge il Capo dello Stato a maggioranza semplice. Nonostante non sia mai successo, non c'è alcun divieto alla sua rielezione.

Quali sono i poteri del Presidente della Repubblica?

Spesso si parla della presidenza della Repubblica come di un'onorificenza e del Presidente come di una figura simbolica sulla scorta dei re e delle regine nelle monarchie costituzionali europee. Non è così: il Capo dello Stato ha poteri e funzioni ben precisi, a quali, certo, si aggiungono anche ruoli di rappresentanza. Innanzitutto è il Presidente a nominare il Primo Ministro dopo essersi consultato con i vari gruppi parlamentari. Da quando in Italia c'è il nome del candidato premier sulla scheda elettorale questa funzione è un po' venuta meno, ma la sua importanza si è vista tutta durante la nomina di Mario Monti a Presidente del Consiglio. Il Capo dello Stato nomina anche i ministri, su indicazione del primo ministro. Ma prima ancora, è lui a indire le elezioni e a fissare la prima riunione delle nuove camere. Funzioni che possono sembrare di poco conto, ma che invece consentono al Presidente di avere margini di manovra per provare a indirizzare il corso politico nell'interesse della Nazione.

Il secondo potere più evidente è quello di sciogliere le camere (o anche una sola di esse), dopo aver sentito i loro presidenti, e comunque solo di fronte a fatti di natura parlamentare molto gravi o in situazioni di pericolo per il Paese, rispetto ai quali il governo resti inerte. Non può farlo, invece, negli ultimi sei mesi del suo mandato, semestre bianco, a meno che questi non coincidano interamente o in parte con i sei mesi conclusivi della legislatura. Oltre a decidere di sciogliere le camere, il Capo dello Stato può convocarle in seduta straordinaria o inviare loro messaggi, come monito o per auspicare che un determinato impegno venga portato a termine (Napolitano ha inviato messaggi alle Camere per avvertire dell'abuso che veniva fatto dei decreti legge nel febbraio 2012).

Inoltre, le leggi approvate dal Parlamento non sono valide finché il Presidente della Repubblica non le ha promulgate. Soprattutto, nel caso ravvisi difetti di costituzionalità (e solo in quel caso) può rifiutarsi di firmare e rinviare il testo alle Camere per chiedere che venga riscritto. Se il Parlamento lo rimanda al Presidente della Repubblica senza aver fatto modifiche, è allora costretto a promulgare la legge (sarà la Corte Costituzionale a bocciare la legge se è in contraddizione con uno o più dei principi costituzionali). Può inoltre indire i referendum e, in caso di esito positivo, dichiarare abrogata la legge sottoposta a consultazione popolare.

Il Presidente della Repubblica è anche presidente del Consiglio Supremo della Magistratura - nomina un terzo dei membri della Corte Costituzionale - e presidente del Consiglio Supremo di Difesa, detenendo quindi il comando delle forze armate, ma solo in funzione di garanzia. Ed è sempre il Presidente a dichiarare lo stato di guerra, dopo che questo è stato deliberato dalle Camere.

Le elezioni del Presidente della Repubblica nel 2013

20 aprile 2013. A sorpresa, la rielezione di Giorgio Napolitano che diventa così il primo Presidente della Repubblica a essere eletto per un secondo mandato. Non mancano le polemiche.

Ecco il resoconto delle tre votazioni precedenti, con lo sgambetto a Prodi e a Bersani.

18 aprile 2013: gli accordi pre-elezione del Presidente

18 aprile 2013. Tra pochissimo avrà inizio la prima votazione per l'elezione del presidente della Repubblica. Nonostante sia stato trovato un accordo tra Bersani e Berlusconi non è detto che sarà Franco Marini il prossimo Capo dello Stato (potrebbero esserci numerosi franchi tiratori, quelli cioè che votano disobbedendo alla disciplina di partito). E non è detto neanche che il nuovo Presidente della Repubblica sarà eletto oggi. L'infografica riassume il meccanismo di elezione del Capo dello Stato, che nel post è raccontato estesamente. Il Parlamento è convocato in seduta plenaria, insieme ai grandi elettori per eleggere il Presidente della Repubblica.

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